Sicurezza
Bramerini: «Sarà decisiva la volontà del privato»
L’assessore regionale all’ambiente ribadisce la validità del protocollo d’intesa per la bonifica “a zero rifiuti” ma ricorda la sentenza del Tar in favore della “Nsa”
CHIANNI. Bonificare l’area attraverso un progetto “a rifiuti zero”, come previsto dal protocollo d’intesa sottoscritto oltre un anno fa da Regione Toscana, Provincia di Pisa e Comuni di Chianni, Terricciola e Lajatico ma per il quale sembrano non esserci i soldi per finanziarlo, oppure arrivare alla chiusura graduale del sito con ulteriori conferimenti di rifiuti, come vorrebbe la società proprietaria “Nuova Servizi Ambiente” che nel frattempo ha vinto un ricorso di fronte al Tar? Il futuro della discarica della Grillaia di Chianni è tutt’altro che tracciato. Come conferma l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini in questa intervista al Tirreno.
È vero che al protocollo d’intesa per la bonifica “a rifiuti zero” non è associata alcuna copertura economica?
«Si tratta appunto di un protocollo d’intesa, al quale poi si dà seguito eventualmente, per quanto riguarda la parte economica, con specifici accordi di programma, che sono dei contratti tra le pubbliche amministrazioni. Come tutti i protocolli d’intesa, è una dichiarazione di volontà e di intenti. È un presupposto al quale, successivamente, possono seguire altri atti amministrativi».
La sua posizione, e quindi quella della Regione, risponde ancora alla filosofia di quel protocollo?
«La questione della discarica di Chianni era ed è per noi importante, dal momento che sottoscrivemmo quell’intesa pur non avendo, come Regione Toscana, competenze amministrative dirette, come invece ha l’amministrazione provinciale. Il protocollo ha ancora tutta la sua validità e questo l’ho ribadito chiaramente ai sindaci nell’ultimo incontro, così come ho ripetuto loro che la soluzione a suo tempo indicata per la bonifica “a rifiuti zero” era ed è sia troppo dispendiosa che troppo impattante».
Nel frattempo, c’è stata anche la sentenza del Tar in favore della “Nsa”...
«Si tratta di una nuova situazione, che abbiamo appunto analizzato insieme ai sindaci e che riconosce, piaccia o no, la legittimità di un titolo a favore di un soggetto privato. Quest’ultimo ha in mano un’autorizzazione, che non è stata ancora utilizzata perché la “Nsa” deve presentare alla Provincia di Pisa una relazione e la fidejussione richiesta. Quindi, il fatto che ci sia una sentenza del Tar che dà torto ai Comuni è un fatto da tenere in considerazione».
È quindi il privato ad avere il coltello dalla parte del manico?
«A questo punto occorre verificare quali intenzioni ha la società proprietaria, legittimata ad intervenire ulteriormente sulla discarica dal Tar. Noi siamo ovviamente disponibili a stare al fianco dei Comuni valutando insieme a loro tutte le possibili soluzioni da mettere in campo. La questione però è delicata: si tratta infatti di conciliare da un lato le richieste di amministrazioni comunali e cittadini, che non vogliono altri conferimenti di rifiuti, e dall’altro le esigenze, condivisibili e legittime per certi aspetti, di un’azienda la cui attività è stata confermata da una sentenza del Tar di cui non si può sicuramente ignorare l’esistenza».
Nel caso in cui il privato fosse disposto a fare un passo indietro cosa succederebbe?
«Dovrebbero essere i Comuni coinvolti a trovare con il privato stesso un accordo che contempli tutte le esigenze e gli interessi in campo, che non sono pochi, perché non si tratta di un sito abbandonato dove il pubblico può sostituirsi al privato».
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