Il Tirreno

Pontedera

la riapertura della discarica di chianni

Legambiente avverte: «Conseguenze disastrose»

CHIANNI. Preoccupa, e non poco, il fatto che la discarica della Grillaia debba essere riaperta e portata verso la bonifica e la chiusura attraverso il conferimento di nuovi rifiuti e non con un...

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CHIANNI. Preoccupa, e non poco, il fatto che la discarica della Grillaia debba essere riaperta e portata verso la bonifica e la chiusura attraverso il conferimento di nuovi rifiuti e non con un progetto “a rifiuti zero”, che costerebbe cinque milioni di euro e che è insostenibile per la Regione Toscana e gli enti locali. Legambiente Valdera fa sentire la sua voce: «Abbiamo chiesto a più riprese alla Provincia di non autorizzare il conferimento di ulteriori rifiuti, per non ingigantire i problemi strutturali della discarica. Abbiamo richiesto studi e indagini sullo stato dei rifiuti depositati da oltre 17 anni, delle falde acquifere e del terreno, ma non abbiamo mai ottenuto risposte. Né c’è mai stata un’indagine sulle conseguenze della presenza della discarica sulla salute dei cittadini, anche in relazione ai molti casi di tumori e leucemie che hanno colpito bambini di Lajatico e Chianni. Ora il sindaco di Chianni si rende disponibile ad accogliere 270.000 metri cubi di rifiuti, secondo il progetto dei proprietari. Tarrini è pronto a firmare le autorizzazioni per riaprire la discarica? Si rende conto delle conseguenze della riapertura di un impianto che ha mostrato negli anni numerosi problemi, dovuti proprio alla quantità e alle modalità di smaltimento? Se le precedenti amministrazioni hanno fatto degli errori, si rende conto il sindaco che consentendo la riapertura della discarica aggiungerà il suo errore a quelli già commessi? E ha considerato quali conseguenze avrebbe la riapertura della discarica sull’economia locale?».

Dal Comune di Chianni risponde proprio il sindaco Giacomo Tarrini, il quale ribadisce l’impossibilità, suo malgrado, a dare concretezza al protocollo d’intesa sottoscritto a suo tempo. «L’incontro del 24 febbraio in Regione – spiega nuovamente il primo cittadino – ha fatto venire alla luce l'evidente discrasia tra quanto deliberato dalla giunta regionale il 13 gennaio 2014 e quanto deliberato successivamente dagli altri enti. In particolare, è stata ribadita l'indisponibilità della Regione a sostenere economicamente l'eventuale operazione di messa in sicurezza senza apporto di rifiuti. Il sottoscritto non ha fatto altro che evidenziare la delicatezza relativa alla questione della chiusura della discarica e lamentare la maniera irresponsabile con la quale essa è stata affrontata nel passato remoto e recente. Consapevole del senso di responsabilità che una situazione del genere impone, non penso minimamente a gestire unilateralmente la questione e ribadisco l'importanza di un'iniziativa concertata tra i diversi attori istituzionali, in cui ciascun soggetto si comporti in maniera trasparente. Ritengo inoltre fondamentale il coinvolgimento della popolazione attraverso una costante e capillare opera d'informazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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