Trasporti
“Truffati e indignati”: nasce il comitato per i risarcimenti
La decisione nel corso dell’assemblea delle “vittime” degli ammanchi venuti a galla alle Poste di Montopoli
MONTOPOLI VALDARNO. «Le chiacchiere le porta via il vento, serve una sola voce». Sarà un comitato di “Truffati e indignati” il grimaldello con il quale le “vittime” dell'ufficio postale di Montopoli cercheranno di ottenere i risarcimenti per la truffa emersa nel novembre scorso a carico di numerosi residenti della zona.
Questa la decisione unanime presa nella riunione di giovedì sera nella sala del consiglio, in presenza di molti degli involontari protagonisti di questa vicenda (oltre una ventina secondo l'ultima stima), quasi tutti accorsi alla chiamata del sindaco Giovanni Capecchi e del Movimento Consumatori, invitato ad una consulenza con il responsabile locale Fabio Ficcadenti ed il presidente regionale Benedetto Tuci. Proprio un dettagliato e sistematico censimento di tutti i risparmiatori coinvolti sarà il primo passo che dovrà affrontare il nuovo organismo, che verrà presentato formalmente alla prossima riunione dell'11 marzo e che sarà presieduto da Francesco Tinghi, una delle “vittime”, già impegnato in queste settimane a fare il punto della situazione.
Decisione, quella di muoversi tutti insieme, nata anche dalla necessità di far qualcosa per non far passare troppo tempo. «Ho ovviamente avuto molti contatti con le Poste in questi mesi – dichiara il sindaco Capecchi –. Danno mille assicurazioni, ma intanto i mesi passano e le rassicurazioni dopo un po' non possono bastare a cittadini giustamente indignati».
Le mosse di Poste Italiane, ovviamente, sono state l'argomento caldo della serata. Tutti i risparmiatori coinvolti a vario titolo nella truffa, che secondo numeri già annunciati proprio da Il Tirreno dovrebbe riguardare una cifra intorno ai 700mila euro, sono stati convocati da un'ispettrice delle Poste proprio all'ufficio di Montopoli per la stesura di un verbale nel quale ognuno ha scritto per filo e per segno gli ammanchi e come si sono accorti che qualcosa non andava nei numeri. La maggior parte di loro si è poi recato a fare denuncia e alcuni si sono già rivolti ai legali di fiducia.
Se i rapporti e le responsabilità della direttrice Orietta Bartoli sono tutti da chiarire in sede di giudizio, nei confronti dei risparmiatori la responsabilità di Poste è palese. Proprio su questo si fonderà l'azione del neonato comitato. «L'intento deve essere quello di censire tutti i casi, tanto più dal momento che gli ammanchi si sono verificati in vari modi e su profili differenti: alcuni avevano il libretto, altri i buoni fruttiferi, altri ancora la carta. Dobbiamo fare chiarezza – ha spiegato il presidente regionale Tuci –. In secondo luogo dovremo omogeneizzare e formalizzare le richieste di rimborso e puntare alla responsabilità di Poste nei confronti dei risparmiatori colpiti, evitando il processo».
Una soluzione, quella per via processuale, che in molti l'altra sera non auspicavano e che secondo il Movimento Consumatori, che per adesso è solo un consulente, si renderà necessaria solo come ultima mossa, specie per coloro che vorranno farsi giustizia per un recupero degli interessi sul denaro versato (gli ammanchi finora registrati cominciano nel 2005).
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