Il Tirreno

Pontedera

«Siate orgogliosi dei risultati in ricerca e innovazione»

di Andreas Quirici
«Siate orgogliosi dei risultati in ricerca e innovazione»

L’ambasciatore statunitense in Italia ha visitato i laboratori del Polo Sant’Anna e si è intrattenuto con i ricercatori. Ad accompagnarlo il direttore Paolo Dario

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PONTEDERA. «Quali sono i vostri competitor?», chiede l’ambasciatore statunitense, John R. Phillips, ad un gruppo di ricercatori del Polo Sant’Anna Valdera che gli stavano mostrando gli avanzamenti tecnologici per la realizzazione della mano artificiale collegata al cervello attraverso sensori da impiantare nei centri nervosi. «In Michigan e nello Utah», risponde una ragazza sorridendo.

Le parole del rappresentante degli Stati Uniti a Roma danno il senso di quanto per gli americani siano dirette all’industrializzazione la ricerca e all’innovazione. Un elemento che è spesso mancato a chi lavora in questo settore in Italia, ma che nei laboratori pontederesi sta diventando sempre più concreto.

«Attraverso varie sperimentazioni siamo giunti a permettere a una persona con una mano amputata di prendere e tenere un oggetto, senza però avvertirne la temperatura – ha spiegato Guido Giudetti, altro ricercatore –. Il prossimo passo sarà quello di rendere compatibile la protesi con il resto del corpo».

La visita tra Pisa e Pontedera di Phillips, accompagnato da Abigail “Abby” M. Rupp, console degli Stati Uniti a Firenze, il direttore dell'Istituto di biorobotica della Scuola Sant'Anna, Paolo Dario, e la parlamentare Maria Chiara Carrozza ed ex rettore della stessa Scuola Sant'Anna, ha messo in mostra il meglio di una delle realtà più importanti dell’innovazione italiana.

Un tour, quello organizzato all'interno dei laboratori di viale Rinaldo Piaggio, in cui studenti, dottori di ricerca e professori hanno mostrato i loro lavori come in una vetrina dell'innovazione “made in Pontedera”. Tra gli esempi mostrati a Phillips uno strumento indossabile che svolge la funzione dell'assistenza alla camminata, un po' come la pedalata assistita delle biciclette elettriche, e un pancreas artificiale da impiantare nel corpo umano a cui abbinare una pillola da prendere per via orale con cui somministrare, per esempio, insulina per i malati di diabete.

Oppure gli ultimi ritrovati in fatto di chirurgia robotica e prodotti di microrobotica sempre utili nel campo biomedicale e il progetto “Poseidrone”, un robot marino realizzato in gomma e silicone adatto all’ispezione, manutenzione e sorveglianza di strutture sommerse.

«I robot visti qui a Pontedera possono sembrare il futuro, ma rappresentano già il presente. L'Italia sta affrontando con buoni risultati la sfida tecnologica e quella dell’innovazione, ma deve essere orgogliosa dei risultati ottenuti già adesso in strutture come appunto la Scuola Superiore Sant'Anna», ha spiegato l'ambasciatore prima di tornarsene a Roma.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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