Il dolore
Finisce in cella anche se malato di cuore
CASCIANA TERME LARI. Il fatto di essere malato di cuore e in attesa di trapianto non è servito ad un tunisino di 51 anni, residente a Lari, per evitare che per lui le porte del carcere don Bosco si...
CASCIANA TERME LARI. Il fatto di essere malato di cuore e in attesa di trapianto non è servito ad un tunisino di 51 anni, residente a Lari, per evitare che per lui le porte del carcere don Bosco si aprissero di nuovo.
Il migrante, finito sotto inchiesta e poi condannato per spaccio e traffico di sostanze stupefacenti, deve scontare una condanna a nove anni, cinque mesi e sette giorni e per le sue condizioni di salute aveva ottenuto gli arresti domiciliari.
Ma l'uomo non voleva stare a casa e più volte i carabinieri di Lari, incaricati di verificare se l'arrestato rispettava gli obblighi dei domiciliari, non lo hanno trovato dove doveva essere.
Lui usciva e quando durante le sue assenze arrivavano i carabinieri i familiari lo informavano telefonicamente. Così lui si precipitava al pronto soccorso di Cisanello a Pisa, dove invece, per non incorrere in una denuncia per evasione, sarebbe dovuto andare con l'ambulanza del 118 e dopo aver informato la centrale del 112.
Stanchi delle ripetute evasioni dell'uomo i carabinieri hanno informato l'autorità giudiziaria. Il tribunale di sorveglianza su richiesta della procura generale della Repubblica presso la Corte di appello di Firenze ha revocato al tunisino gli arresti domiciliari ed emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.
L'altro giorno i carabinieri hanno eseguito il provvedimento e il tunisino, che convive con una donna di Lari dalla quale ha due figli, è tornato in cella.
A fine pena il giudice ha deciso per lui l'espulsione dal territorio nazionale, che difficilmente verrà eseguita.
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