Il Tirreno

Pontedera

«Da qui ho visto cambiare la città»

«Da qui ho visto cambiare la città»

Lo storico bar Marianelli, nel quartiere della stazione, compie quarant’anni

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. «Il professore entrava con il registro sottobraccio e si dirigeva spedito sul retro. Sapeva che lì avrebbe trovato i suoi alunni accanto al jukebox o impegnati in una partita a biliardino. E faceva l’appello, scandendo cognome dopo cognome».

Le mani appoggiate sul bancone, mentre la moglie serve la clientela a suon di tramezzini, gratta e vinci e caffè. Alessandro Marianelli si concede una breve pausa e si lascia andare nei racconti. Dice che di aneddoti potrebbe elencarne a volontà e viene da credergli visti i 40 anni di attività dell’omonimo bar in zona stazione. Di fronte a quella piazza dove negli anni ‘80 «i ragazzini giocavano a calcio. Uno a turno faceva la sentinella e avvertiva gli altri all’arrivo dei carabinieri».

Torna indietro con la mente e sorride ripercorrendo attimi di un’atmosfera all’interno del bar che oggi, come lui stesso ammette, non si respira più. «Prima c’era maggiore contatto. Era un rapporto diretto tra il barista e il cliente. Ad ogni ora c’erano persone a giocare a carte, a leggere il giornale. Si scambiavano opinioni su qualsiasi argomento». Poi è arrivata la tecnologia, il ritmo della vita ha raggiunto livelli frenetici. E oggi a malapena c’è il tempo per mettere bocca alla tazzina. «Il quartiere della stazione ha subìto un cambiamento importante. Ora ci abitano molti stranieri, che anche per problemi di lingua si limitano alla consumazione e se ne vanno. Senza trattenersi per due chiacchiere. Ma anche gli italiani non sono da meno. È cambiata totalmente l’idea di bar». Quasi mezzo secolo di attività. Anche di più se si considera l’apertura del primo bar Marianelli, sorto a pochi metri dai binari della stazione. Furono i fratelli Alessandro e Giovanni, con le rispettive mogli, nel 1975 a dare vita allo storico locale in via Dante, al civico 97. Lì dove ancora oggi qualcuno entra e si lascia trasportare dai ricordi. «Capita – racconta Alessandro – che entrano clienti e passeggiano per alcuni secondi dentro al bar. Si guardano intorno e poi, guardandomi, ripercorrono la loro gioventù passata qui. Tra queste mura. È la cosa che mi fa più piacere in assoluto: sapere che in molti si ricordano ancora di questo posto». Sono lontani i tempi in cui gli operai Piaggio si contendevano spintonandosi un seggiolino libero sull’autobus per tornare a casa dopo il lavoro. «Erano tantissimi. All’epoca la Piaggio dava lavoro a circa 13mila persone. Quando uscivano si recavano alla stazione degli autobus ma non c’era posto per tutti. E partivano le liti per accaparrarsi il posto. Li vedevo mentre ero al lavoro. Erano altri tempi». Di storie avrebbe molte da raccontarne Alessandro Marianelli, ma è quasi l’ora di pranzo e i clienti in attesa aumentano a vista d’occhio. Un cenno della moglie fa terminare la pausa.

Tommaso Silvi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa