Attenzione
Fi-Pi-Li, trattativa sul bar chiuso
La società di Cenaia che gestisce la struttura si confronta con Eni: 6 posti a rischio
PISA. Giorni di attesa e speranza per i sei giovani dipendenti della Sole srl, società che gestisce il bar-ristorante dell’area di servizio Pontedera Nord sulla Fi-Pi-Li (in direzione Livorno) che, senza alcun preavviso né comunicazione, martedì scorso hanno trovato le serrande dell’attività abbassate e l’azienda chiusa. Per oggi è previsto un incontro tra l’azienda con sede legale a Cenaia e l’Eni, società petrolifera che gestisce il distributore di carburanti dell’area di servizio e proprietaria del locale dove è attivo il bar-ristorante, guidato da circa dieci anni dalla Sole srl. L’obiettivo è quello di trovare una soluzione positiva alla situazione, che assume contorni tanto singolari quanto assurdi. I sei lavoratori, tutti tra 22 e 33 anni, sono stati assunti in blocco lo scorso anno (dopo le dimissioni volontarie dei vecchi dipendenti) e inquadrati con un contratto a tempo indeterminato. Da novembre non ricevono gli stipendi.
Dopo aver segnalato lo scorso gennaio la situazione alla direzione territoriale del lavoro, che ha effettuato anche un sopralluogo, e alla Guardia di Finanza, il 9 febbraio ricevono la risposta dell’azienda: un avviso, scritto a mano su un foglio affisso in una bacheca dell’attività, che comunicava il licenziamento collettivo e invitava i dipendenti ad apporre la propria firma «di assenso e di presa d’atto». I lavoratori si rivolgono quindi alla Cgil che, dopo aver incontrato i rappresentanti dell’azienda, cercano di far leva sull’Eni per cercare di risolvere positivamente la questione. Vari incontri tra il sindacato e la società sembravano aver tamponato e temporaneamente stabilizzato la situazione fino alla doccia gelata di martedì scorso, quando i sei ragazzi, dopo essersi recati al lavoro, hanno trovato le porte dell’attività sbarrate. Una modalità inusuale di sospendere i rapporti di lavoro, anche perché sul locale non sembra gravare una particolare crisi, né un calo della clientela (tranne una diminuzione fisiologica nei mesi invernali) tale da giustificare la chiusura in tronco dell’attività.
Danilo Renzullo
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