Italia
Cascina, «Noi andiamo avanti e non siamo dimissionari»
La risposta del Cda dell’istituto Matteo Remaggi al sindaco che pensa di azzerare il consiglio dell’azienda pubblica
CASCINA. «Il sindaco ci manda a casa?. Non crediamo...». Si può riassumere così la posizione del consiglio d’amministrazione dell’istituto “Remaggi” dopo che il sindaco Alessio Antonelli rispondendo ad una nostra domanda sulle dimissioni del consigliere Fabio Mariotti aveva ipotizzato un possibile azzeramento dell’intero consiglio. Il Cda, al termine della riunione di lunedì scorso, ha espresso sorpresa e incredulità «per il mezzo ed i contenuti con i quali la massima autorità cittadina affronta un argomento di estrema delicatezza».
I consiglieri e lo stesso presidente, che tra l’altro sono di nomina del sindaco, cadono dalle nuvole.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.10909268:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2015/02/21/news/cascina-il-sindaco-pronto-a-rivedere-la-guida-dell-istituto-remaggi-1.10909268]]
«Questo Cda sin dal suo insediamento, in virtù del mandato ricevuto, ha operato in modo tale da riportare l’Asps Remaggi nei limiti dell’equilibrio aziendale, attraverso scelte difficili, coraggiose ma necessarie», affermano il presidente Patrizia Bertogli e i consiglieri che non mancano di rivolgere una critica al sindaco. «Nonostante la mancanza di supporto politico ed economico, il Cda dell’azienda pubblica di servizi alla persona ha programmato investimenti nella struttura diminuendo nel contempo le spese. A solo titolo di esempio la collaborazione con l’università di Pisa dipartimento neuroscienze per la fisioterapia ad alta specializzazione, gli investimenti nei software aziendali e la relativa formazione del personale, gli investimenti nel campo del risparmio energetico, la gara europea con stazione unica appaltante tra tre Asp per il servizio della ristorazione che ha comportato un significativo risparmio economico per l’azienda fino allo sviluppo di un progetto per l’inserimento nella struttura di disabili e disagiati».
All’interno del Cda «non ci sono mai stati attriti tra i consiglieri di varia formazione politica e culturale, compreso il consigliere Fabio Mariotti, dimissionario per motivi personali». Nonostante la precarietà della situazione, il Cda continua il suo mandato «consapevole del ruolo che sta svolgendo, della delicatezza del servizio offerto nonché della responsabilità verso i dipendenti diretti ed indiretti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
