Il dolore
Picchiò l’arbitro che espulse il figlio Daspo per 5 anni
PONTEDERA. Colpì l’arbitro che aveva espulso il figlio: dovrà stare lontano dai campi dove ci sono attività sportive, per ben 5 anni. I fatti risalgono al 3 gennaio scorso. A a dieci minuti dalla...
PONTEDERA. Colpì l’arbitro che aveva espulso il figlio: dovrà stare lontano dai campi dove ci sono attività sportive, per ben 5 anni. I fatti risalgono al 3 gennaio scorso. A a dieci minuti dalla fine dell’incontro Era Calcio-Porta a Lucca , il direttore di gara fischia un fallo, estrae il cartellino rosso ed espelle un calciatore. Il padre del calciatore espulso, 36 anni, è sugli spalti. Inizia a inveire furibondo nei confronti dell’arbitro. È fuori di sé, non si contiene più: scavalca la recinzione entra in campo furibondo, corre verso l’arbitro e lo aggredisce. Il fischio finale della partita arriva con anticipo, e l’arbitro si ritrova al pronto soccorso con una vistosa ecchimosi sotto l’occhio destro.
La questura di Pisa ha provveduto, preliminarmente, denunciando il genitore violento per invasione di campo durante una competizione sportiva. Successivamente, il questore Gianfranco Bernabei, a seguito di un’istruttoria aperta dalla divisione anticrimine della questura, ha adottato il provvedimento del Daspo nei confronti del papà-ultra, che vieterà allo stesso, per i prossimi 5 anni, di accedere ad ogni impianto del territorio nazionale durante lo svolgimento degli incontri di calcio valevoli per tutti i campionati nazionali ed internazionali, compresi quelli amichevoli ai quali partecipino squadre di calcio militanti in campionati nazionali professionistici e dilettantistici; negando così all'uomo la possibilità di poter seguire il figlio nelle competizioni sportive per i prossimi 5 anni.
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