Sicurezza
L’intuizione del maresciallo
Se non fosse stato per l’intuizione del maresciallo aiutante Giovanni Maria Paci che era sul treno insieme a un collega e stava andando al lavoro a Firenze, probabilmente la fuga di Silvia Spadoni...
Se non fosse stato per l’intuizione del maresciallo aiutante Giovanni Maria Paci che era sul treno insieme a un collega e stava andando al lavoro a Firenze, probabilmente la fuga di Silvia Spadoni sarebbe continuata e i guai per il convivente magari sarebbero anche aumentati. La loro casa, infatti, era già stata sigillata e gli investigatori avrebbero fatto di tutto per capire se a Silvia era successo qualcosa di grave o se stava bene ed era nascosta a casa di qualcuno. Il maresciallo aveva letto della scomparsa di Silvia e così quando ha visto la ragazza con la divisa dei soccorritori del 118 ha pensato subito che potesse essere lei. Così, come poi ha riferito ai colleghi, si è avvicinato a Silvia poco prima che il treno arrivasse a Santa Maria Novella chiedendole il nome e da dove veniva. La donna all’inizio ha cercato di dare risposte evasive ma a quel punto era stata riconosciuta. Era la fine di un incubo per la famiglia Spadoni e per il convivente.
«Sono stata da sola in questi giorni», gli ha detto, ricordando subito il litigio con il convivente e la sua fuga da casa.
Silvia aveva gli stessi indumenti di quando si era allontanata da casa. Ha detto di aver dormito in posti di fortuna, senza specificare dove. Il maresciallo l’ha accompagnata al comando provinciale e da quel momento sono partite le telefonate al comando provinciale di Pisa e ai carabinieri di Bientina.
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