Il dolore
Bacino di Roffia, sale la polemica
Il Nuovo Centrodestra: «Altro che Leonardo, è una storia di sprechi»
SAN MINIATO. «Se Leonardo da Vinci conoscesse tutta la storia del bacino di Roffia fin dall’inizio, non so quanto sarebbe orgoglioso di noi». Roberto Ferraro, ex consigliere comunale ed esponente del Nuovo Centrodestra, invita i cittadini «a non farsi ingannare dal clima bucolico» che ha accompagnato l’inaugurazione della cassa d’espansione, rispondendo così al governatore Enrico Rossi che sabato aveva tirato in ballo anche il maestro di Vinci. Una risposta, quella di Ferraro, accompagnata dalle parole del coordinatore provinciale di Ncd Raffaele Latrofa in visita ieri a San Miniato.
«Perché nessuno contesta la bontà della cassa d’espansione - precisa Ferraro - ma si tratta del punto di arrivo parziale di una vicenda fallimentare e caotica». L’esponente di Ncd ripercorre tutta la storia del bacino, «nato - ricorda - per mettere in sicurezza un’enorme buca», quella prodotta dall’attività della draga Borgioli autorizzata nel lontano ’69. «In quel contesto si fece strada l’idea di andare oltre - prosegue Ferraro - allargando l’invaso per farne un bacino di canottaggio. Nell’87 fu organizzata anche una giornata di studio in cui s’inizio a parlare della cosiddetta “cittadella dell’acqua”. Da qui il progetto, approvato nel ’91, di cui oggi resta solo la famosa palazzina sportiva costata un miliardo di lire e poi abbandonata. Al ’96, invece, risale la convenzione col privato, seguita nel 2007 dall’esproprio dell’area. Esproprio contestato dal privato che nel 2012 ha ottenuto l’accoglimento del ricorso dal Tribunale delle acque». «All’epoca - ricorda Ferraro - a dispetto delle rassicurazioni che abbiamo sentito in questi anni, il Comune giustificò l’esproprio parlando di “rischio idraulico molto elevato”. E questo è stato dimostrato dalle due piene che in anni recenti hanno rotto gli argini del bacino durante i lavori: la prima nel 2009, costata 700mila euro, e la seconda il 31 gennaio 2014, costata chissà quanti milioni in più. E nel frattempo i ritardi nei lavori ci avevano fatto perdere oltre un milione di finanziamenti».
«Dispiace - aggiunge Latrofa - che la lettura della storia sia stata fatta dai “vincitori”, ma invitiamo i cittadini a non farsi raggirare. Purtroppo il governatore Rossi è abituato ad andare solo dove gli fa comodo, ma si guarda bene, ad esempio, dal venire in consiglio a Pisa per parlare di aeroporto». (g.p.)
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