Il Tirreno

Pontedera

Scomparsa nel nulla a 27 anni

di Sabrina Chiellini

Allarme per una giovane che non dà più notizie di sé da giovedì sera

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BIENTINA. Silvia è scomparsa da giovedì sera dopo un litigio con il convivente, un meccanico di Bientina, Jacopo Gentile. Non si trovano né lei, né la sua auto, una Matiz di colore azzurro. Con il passare delle ore il mistero sulla scomparsa di Silvia Spadoni, 27 anni di Lugnano ma domiciliata a Bientina, autista soccorritrice della Pubblica Assistenza di Cascina, si infittisce. Giovedì la donna è andata al lavoro come sempre. «Era tranquilla – dice Angelo Romoli, coordinatore dei servizi della Pubblica Assistenza –. C’è stato un problema su un trasferimento e lei lo ha risolto senza difficoltà». Sorridente, solare ma molto riservata sulla sua vita privata, secondo il coordinatore.

Lascia il lavoro e svanisce. Alle 18,20 Silvia ha lasciato l’associazione di viale Comaschi. Indossava la divisa colore arancio dei soccorritori. L’ultima persona in servizio con lei, Giuseppe Piano, ieri sentito a lungo dai carabinieri, l’ha salutata alla fine del turno sapendo che il giorno dopo, venerdì, Silvia aveva preso un giorno di ferie per stare vicino alla cognata che doveva partorire.

La lite e la scomparsa. Secondo quanto riferisce il convivente, uscita dal lavoro, Silvia è arrivata nella casa di Bientina, lungo la Sarzanese a due passi dalla centrale piazza Vittorio Emanuele. La coppia, non nuova a momenti di tensione, ha litigato, sempre stando alla denuncia che ieri è stata presentata ai carabinieri di Bientina e al racconto del padre della donna scomparsa. Arrabbiata per le parole dette durante la discussione, la donna è uscita di casa sbattendo la porta, è salita sulla sua Matiz e si è allontanata. Ha preso il cellulare, che risulta spento da quella sera. L’ultimo collegamento a WhatsApp, come racconta il padre, Luigino Spadoni, è delle 18,58. Da quel momento il cellulare non è stato più acceso.

La prime ricerche del padre. Il fidanzato non ha raccontato subito del litigio terminato in maniera accesa. La coppia quella sera doveva andare a cena dai genitori di lei, a Lugnano, in via Villa, dove abitano anche la madre disabile e il fratello, che lavora alla Misericordia di Vicopisano. «Non li ho visti arrivare, ho telefonato a Silvia per sapere come mai non arrivavano. Jacopo mi ha detto che Silvia non era ancora tornata dal lavoro, che la stava aspettando». La cena in famiglia è saltata, ma il genitore naturalmente ha cominciato a stare in ansia. Spadoni in serata, alle 22,30, è uscito a passeggio con il cane e il pensiero rivolto continuamente al lungo silenzio della figlia. L’uomo è salito in macchina ed è andato alla Pubblica Assistenza. Ma la Matiz non era parcheggiata all’esterno e Silvia non c’era. I volontari di turno di notte gli hanno dato altre conferme. Il padre della giovane donna è così andato a Bientina per vedere se la vettura della figlia era nel cortile di casa. Non c’era. È seguita una nuova telefonata al meccanico che ha ripetuto la prima versione: Silvia non era rincasata. Poi i due uomini si sono dati appuntamento vicino a San Giovanni alla Vena e insieme hanno cominciato a cercare Silvia.

Il racconto del convivente. Quando i due uomini si sono trovati fianco a fianco Jacopo Gentile si è sfogato e ha raccontato a Luigino che aveva avuto un litigio con Silvia e che lei se n’era andata. Il giovane sperava che lei di lì a poco sarebbe tornata e quindi non voleva che i genitori stessero in ansia. Quando poi ha visto che Silvia non tornava non ha avuto difficoltà, stando a quanto è emerso, a dire del litigio. «Era molto preoccupato anche lui – ammette il padre –, insieme l’abbiamo cercata per ore sia nella notte che per tutta la giornata di venerdì e insieme abbiamo deciso di denunciare che Silvia si era allontanata da casa. Siamo uniti nella preoccupazione. Insieme siamo andati dai carabinieri a Bientina. Forse Silvia è da qualche amica, ma noi non possiamo saperlo».

L’appello del padre. Il padre ieri mattina ha rivolto un accorato appello alla figlia: «Torna a casa, ci basta anche solo una telefonata, tutto si chiarirà».

Le indagini. Per tutta la giornata amici, carabinieri e volontari hanno cercato almeno l’auto di Silvia. Il convivente è stato sentito per ore dai carabinieri, che iniziano a mettere dei punti fermi sulla vicenda, anche per chiarire i tempi e i momenti dell’allontanamento, oltre ai motivi del litigio. I carabinieri hanno sentito anche i colleghi di Silvia e alcuni amici. I primi tasselli dell’indagine prima di dare corso a nuove ricerche della vettura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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