Sicurezza
Cascinese nell’inferno della guerra civile libica
È il giornalista Luca Nannipieri. Sta bene e sta cercando di documentare il contrabbando di opere d’arte
CASCINA. Nella “polveriera libica”, al centro dell'attenzione del mondo, c’è un giornalista di San Casciano di Cascina, Luca Nannipieri. Ne ha dato notizia lui stesso scrivendo ad alcuni amici su Facebook nel cercare di tranquillizzare chi era venuto a conoscenza del suo viaggio in un Paese sotto la minaccia di una guerra.
Nannipieri, presidente del Centro studi umanistici dell’Abbazia di San Savino, sta documentando, stando a quanto è stato spiegato da Elisabetta Schiavi dello stesso centro studi, il contrabbando illegale di opere d'arte, proveniente dai saccheggi dei siti archeologici e dei musei del Medio Oriente e dell'Africa sahariana e mediterranea, ad opera degli integralisti islamici. "Un filo rosso collega Tripoli in Libia, Beirut nel Libano e alcuni paesi europei: il traffico illegale si aggira sui 1,5-2 miliardi di euro, ed è fonte di finanziamento per i terroristi. Sono coinvolti alcuni corpi diplomatici dei singoli paesi e sono informati i servizi di sicurezza, oltre che il Cultural Heritage Center dell'Università della Pennsylvania e Icomos, il Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti", aggiunge Schiavi.
Il lavoro che sta svolgendo Nannipieri è coperto dal massimo riserbo e sarà raccontato da lui stesso negli articoli che scriverà per un quotidiano e un settimanale nazionali. Le notizie che Nannipieri fa arrivare a casa, al di là di quelli che sono gli scenari di guerra che si prospettano per la Libia, sono rassicuranti rispetto a quella che è la sua sistemazione a Tripoli.
"Avremo un contatto con Nannipieri questo fine settimana - dicono ancora dal Centro studi di Badia - Finora dialoghiamo tramite mail quando può rispondere. Se non inizia la guerra in Libia sotto l'egida dell'Onu, lunedì sarà di nuovo in Italia per poi andare in Svizzera", sempre per ragioni di lavoro.
Nannipieri, scrittore e saggista, collabora con Il Giornale e Panorama e per conto dei due giornali è andato in Libia. In provincia e non solo è conosciuto per le sue battaglie per la salvaguardia di monumenti lasciati nel degrado o poco valorizzati. Il Centro studi da lui diretto dal 2009 progetta e realizza in tutta Italia convegni, laboratori, eventi, mostre, studi, festival, attorno ai due grandi temi che, fin dall’antichità, hanno coinvolto l’animo e la discussione degli uomini: la bellezza e la giustizia. Solitamente queste manifestazioni vengono svolte all’interno o all’esterno di monumenti e di patrimoni storico-artistici poco conosciuti e valorizzati.
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