Sicurezza
Bocciato il piano di sperimentazione dei gazebo in centro
Gli esercenti si sono scagliati contro la decisione del Comune di uniformare tutte le strutture entro il gennaio 2016
PONTEDERA. Doveva essere il trampolino di lancio per la Pontedera del futuro. Una soluzione studiata per far rinascere il commercio cittadino e andare incontro alle esigenze dei proprietari di pubblici esercizi. «Un gesto di apertura importante», lo aveva definito soltanto tre giorni fa il sindaco Simone Millozzi. Accanto a lui c’era la seconda carica comunale Angela Pirri, che, presentando la sperimentazione per mantenere i gazebo fuori dalle attività del Centro commerciale naturale per 4 anni in maniera permanente, aveva definito “rock” la giunta comunale «intenzionata a non fare un passo indietro di fronte all’avanzamento della crisi economica». Ieri il progetto è stato messo sotto gli occhi dei diretti interessati. Che se da una parte hanno apprezzato l’impegno dell’amministrazione per ridare vita al tessuto commerciale pontederese, dall’altra hanno sollevato numerose perplessità analizzando punto per punto il regolamento illustrato. Dalla riunione Angela Pirri ne esce con un bel carico di dubbi sulle spalle e una sola certezza: la sperimentazione è rinviata. Il prossimo 24 febbraio il consiglio comunale non dovrà votare nessuna approvazione. Visto che l’argomento “gazebo permanenti per 48 mesi” è stato contestato in larga parte dai gestori dei locali. Si procederà dunque con una nuova elaborazione delle regole, da definire insieme: istituzioni e commercianti. Già fissato anche il termine per un nuovo incontro fra le parti; 20 giorni di tempo per mettere insieme le proposte dei titolari.
Cosa non piace ai commercianti. Nella saletta Carpi di via Valtriani sono da poco passate le 14 quando Angela Pirri spiega ai commercianti i dettagli della rivoluzionaria proposta ideata negli uffici tecnici di Palazzo Stefanelli. Si respira aria di scetticismo: qualcuno segue con attenzione, altri spulciano il regolamento cartaceo appena consegnato dal vicesindaco. Si parte da alcuni punti fermi. In primis le tipologie di gazebo, ribattezzate A e B. Il modello A è quello che dovranno avere obbligatoriamente, in caso di adesione alla sperimentazione, le attività di corso Matteotti e delle piazze del centro. Le strutture di tipo A, si legge nella slide presentata da Pirri, «sono costituite da una struttura sottile di forma quadrata o rettangolare con copertura in tela a capanna o padiglione, con sostegno e piastra di base realizzata in materiale metallico». Queste invece le caratteristiche del tipo B: «4 o più strutture astiformi. Coperture in materiale rigido. Protezioni perimetrali trasparenti o fisse». Iniziano i primi mal di pancia. «Abbiamo speso migliaia di euro pochi anni fa per acquistare i nostri gazebo. E se ora non rientrano nelle tipologie previste che facciamo? Li buttiamo per comprarne altri rispondenti ai profili del regolamento?», chiedono i commercianti. Il vicesindaco risponde che per l'adeguamento ci sarebbe tempo fino al 15 gennaio 2016, ma i dubbi sbocciano come fiori a primavera: «E se al termine della sperimentazione torna tutto come prima? Ci ritroviamo con due gazebo e una spesa da ammortizzare enorme». Si crea un’accesa discussione ma la presentazione delle regole, seppur a singhiozzo, procede. Fino a che sotto la lente d’ingrandimento finisce la spesa per i rifiuti. I proprietari di attività, infatti, chiedono chiarimenti: «Con allestimenti esterni permanenti crescerebbe il volume del locale. Dovremo quindi pagare una tassa maggiore?». Doveva essere il brindisi al nuovo commercio pontederese. Ma l’incontro naufraga tra polemiche e teste scosse in segno di disappunto.
Le proposte degli esercenti. I ruoli allora si ribaltano. Prendono la parola i commercianti. Dicono senza troppi giri di parole che il regolamento così come è stato strutturato non li convince. Se i punti restano questi nessuno è disposto ad aderire. I margini per una trattativa però esistono e vengono snocciolati davanti al vicesindaco. «Ok alla sperimentazione, ma portiamola avanti con i gazebo già esistenti. Senza spese ulteriori. Vediamo se questi 48 mesi saranno fruttuosi e poi eventualmente procediamo con un adeguamento generale di tutte le strutture». Pirri ascolta il coro dei gestori, che proseguono: «Decidiamo le regole tutti insieme. Possiamo arrivare a un punto d’incontro, ma non così. Non se ci viene chiesto di decidere sull’adesione entro il 15 marzo. Dobbiamo fare le nostre valutazioni e il tempo a nostra disposizione è troppo poco. Ne va della nostra vita, dell’attività che ci fa mangiare». Alcuni si alzano, salutano e se ne vanno. Sono le 16: c’è una saracinesca da alzare. Pirri, sconsolata, conclude: «Ok, sospendiamo tutto e vediamoci fra 20 giorni». Il motore commerciale di Pontedera ha deciso: la sperimentazione deve essere rivista.
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