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Sindaco diffamato su Facebook, ritira la querela dopo le scuse

Il sindaco di Castelfranco di Sotto Gabriele Toti
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Il sindaco di Castelfranco di Sotto Gabriele Toti

Un commento sul social network aveva fatto infuriare il sindaco di Castelfranco. L'autore del commento, individuato dai carabinieri, si è scusato e il primo cittadino ha fermato l'azione legale

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CASTELFRANCO DI SOTTO. Un commento su Facebook aveva fatto infuriare il sindaco di Castelfranco che si sentiva diffamato... gratuitamente. Di conseguenza il primo cittadino, Gabriele Toti, aveva querelato chi era andato a dire che lui percepiva un lauto rimborso spese mensili. A distanza di tempo la storia si è chiarita con tanto di scuse. «Avevo letto un commento, riportato in seguito ad un articolo su un quotidiano on line, nel quale era scritto: “il sindaco prende rimborsi spese per cinquemila euro mensili”.

Ovviamente la cifra è assolutamente falsa ed infondata. Di conseguenza, visto che non accetto che si metta in dubbio la correttezza e l’onestà non avevo avuto altra strada che presentare una querela per diffamazione nei confronti di questa persona, che trincerandosi dietro un nome di fantasia aveva scritto una bestialità del genere. Ammetto che non lo avevo fatto per niente a cuor leggero: il ricorso alle denunce non fa parte del mio modo di intendere la politica ed il confronto di opinioni».

Ma, secondo Toti, c’è un limite a tutto. "Dopo alcuni giorni sono stato contattato perché i carabinieri a cui mi ero rivolto per la querela - e che ringrazio ancora per il lavoro svolto anche in questa occasione - avevano identificato questa persona. Mi ha colpito ritrovarmi accanto una persona che finora avevo conosciuto solo per lo pseudonimo e di cui non dirò il nome né in pubblico e nemmeno in privato. Si è scusata per quanto aveva scritto, e ha quel punto ho ritirato la querela".

"Non mi interessa certamente andare avanti - prosegue Toti - magari per chiedere un cifra per la diffamazione. Mi basta il fatto che si sia scusato per quanto aveva scritto. Aggiungo un ulteriore dato per far capire quanto mi abbia dato fastidio quel commento. Nel corso del 2014, ho rinunciato per mia scelta a chiedere rimborsi per nove mesi su dodici. Cioè a non chiedere soldi per gli spostamenti con la mia auto, in virtù del mandato come previsto dalla legge. Ripeto: non li ho chiesti per nove mesi".(s.c.)

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