La protesta
Muore dopo un volo di 7 metri imprenditore cade da una tettoia
L’uomo, 62 anni, stava facendo un sopralluogo al deposito del sale nei magazzini del Comune Era su una piattaforma mobile: colpito da un pannello sollevato da un colpo di vento inaspettato
PONTEDERA. Doveva fare un rapido controllo alla copertura di una tettoia ed è salito a sette metri di altezza senza protezioni, utilizzando un’impalcatura mobile. Un’improvvisa folata di vento ha sollevato uno dei pannelli appena posizionati e ha travolto Pietro Iovine, 62 anni, di San Miniato, uno dei titolari di un’impresa di carpenteria metallica, imbiancatura e restauro molto conosciuta in provincia. L’abitudine, chissà quanti altri sopralluoghi aveva fatto, e l’imprevisto, una forte raffica di vento, sono costati la vita all’artigiano che è precipitato nel vuoto e ha sbattuto con violenza la testa lasciando la vita nel piazzale del magazzino delle manutenzioni comunali,in viale America a Pontedera. La tragedia, alle 10 circa, in una fredda mattina che nemmeno il sole è riuscito a riscaldare. L’imprenditore è arrivato a Pontedera con la sua Volvo e l’ha parcheggiata nel piazzale, accanto alla tettoia in costruzione destinata a diventare il magazzino comunale del sale, che viene utilizzato sulle strade in caso di ghiaccio. Al lavoro c’erano due operai dell’azienda Fratelli Iovine srl, un romeno e un albanese, unici testimoni diretti dell’infortunio sul lavoro. Avevano cominciato a montare le lastre di alluminio, pesanti almeno una ventina di chili ognuna. Iovine voleva rendersi conto di persona di come stava procedendo il montaggio. Non aveva messo in conto il vento e la possibilità che quei pannelli potessero essere rovesciati dal vento. È bastato un istante e l’uomo era già nel vuoto, sotto lo sguardo atterrito degli operai che lavoravano in altezza, ancorati alla struttura e prima all’impalcatura mobile che avevano usato per arrivare alla copertura. La lastra di alluminio è caduta sull’asfalto accanto all’artigiano. Mentre una seconda, caduta poco dopo, è volata prima sulla Volvo della vittima e poi si è fermata nel piazzale. A dare l’allarme sono stati gli stessi dipendenti di Iovine, i primi anche a cercare di soccorrere l’uomo mentre attendevano l’arrivo dei mezzi inviati dalla centrale del 118 di Pisa. Inutili i tentativi di rianimare la vittima anche se il medico e il personale dell’emergenza hanno fatto il possibile per scongiurare il peggio. Quando è caduto Iovine ha sbattuto la testa procurandosi gravi lesioni che gli sono stati fatali. Le speranza iniziali che fosse possibile strapparlo al suo destino sono finite nel momento in cui i soccorritori hanno steso un telo verde sulla salma. Nel piazzale, nel frattempo erano arrivati i vigili del fuoco e alcuni dipendenti comunali oltre al sindaco Simone Millozzi e l’ assessore Matteo Franconi, è sceso il silenzio. Sull’infortunio è stata aperta un’inchiesta della Procura della Repubblica di Pisa. Il pubblico ministero ieri di turno, dottoressa Paola Rizzo, ha effettuato un lungo sopralluogo insieme alla polizia e agli operatori della medicina del lavoro di Pontedera. Dovranno essere accertate eventuali responsabilità penali, oltre alla dinamica dei fatti che sono costati la vita al 62enne di San Miniato. Il fratello della vittima, informato della disgrazia, è arrivato a Pontedera sperando di trovare Pietro ancora vivo anche se sapeva che la situazione ra disperata. L’area dell’infortunio non è stata posta sotto sequestro ma i lavori non potranno proseguire fino a nuova disposizione. I due testimoni presenti al momento della caduta sono stati sentiti più volte con lo scopo di avere le prime certezze su come l’uomo è caduto. Nel cortile della tragedia sono accorsi alcuni dipendenti delle manutenzioni richiamati prima dalle urla degli operai e dal rumore della caduta e poi dall’arrivo dei mezzi di soccorso. Nessuno poteva immaginare che a spingere nel vuoto l’artigiano potesse essere un’improvvisa folata di vento. In ogni caso gli operatori della medicina del lavoro hanno verificato se gli operai e la vittima avevano preso tutte le precauzioni che sono necessarie per lavorare ad una certa altezza nelle condizioni di sicurezza, proprio per scongiurare tragedie come quella di ieri. Il Comune aveva affidato i lavoro all’azienda di San Miniato secondo le procedure previste per gli appalti. Trattandosi di un’impresa esterna, una volta verificata la documentazione del cantiere, era il titolare dell’azienda stessa a verificare l’avanzamento dei lavori e come si procedeva a realizzare la copertura del tetto. Una volta effettuati i rilievi della polizia i vigili del fuoco hanno completato un intervento di messa in sicurezza del tetto per evitare che altri pesanti pannelli, che sono stati ancorati alla struttura della tettoia, potessero essere trascinati via dal vento e causare altri danni. Intervento che è stato concluso nella tarda mattinata.La salma invece è stata trasportata all’istituto di medicina legale per l’autopsia.
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