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Multe con l’autovelox, comitato per i rimborsi

Cristiano Marcacci
Multe con l’autovelox, comitato per i rimborsi

Pensionato guida la rivolta degli automobilisti sanzionati lungo la Bientinese «Dopo gli apparecchi fatti rimuovere dal prefetto, ci devono restituire i soldi»

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PONTEDERA. Sono stati spenti e rimossi da tempo, dopo l’ordinanza del primo luglio 2014 con cui l’allora prefetto di Pisa Francesco Tagliente li escluse dalla nuova mappa delle strade extraurbane della provincia soggette al controllo della velocità mediante postazione fissa. Ma i due autovelox che furono posizionati lungo la provinciale 3 Bientina-Altopascio, a tutti nota come Bientinese, continuano a far discutere. Anche nelle aule giudiziarie, dal momento che recentemente la Provincia di Pisa ha presentato appello contro alcune sentenze dell’ufficio del giudice di pace di Pontedera che accoglievano i ricorsi presentati dagli automobilisti contro le multe comminate e il taglio dei punti dalla patente, contestando la legittimità del limite di velocità fissato nei due tratti degli autovelox a cinquanta chilometri all’ora. Per il momento, come ci fanno sapere dall’ufficio legale dell’amministrazione provinciale, il Tribunale non ha esaminato la questione e, pertanto, non ci sono ancora le prime sentenze.

Ma c’è chi si prepara ugualmente a dare battaglia e a gettare benzina sul fuoco delle polemiche. Si fa infatti concretamente strada l’ipotesi di un comitato dei multati, che potrebbe presto costituirsi contro la stessa Provincia di Pisa, allo scopo di riavere indietro i soldi delle sanzioni a suo tempo pagate.

L’idea è di un pensionato di Ponsacco, Franco Guiducci, tra le migliaia di automobilisti che negli anni scorsi sono caduti nella trappola degli autovelox sulla Bientinese e che hanno poi dovuto pagare multe salatissime solo per aver sforato di pochi chilometri orari l’assurdo limite dei 50. «Non capisco perché – spiega Guiducci – abbiamo dovuto pagare multe effettuate sulla base di due apparecchi che lo stesso prefetto ha ritenuto irregolari facendoli spegnere con una propria ordinanza. È venuto il momento di organizzarci in comitato, magari con l’ausilio anche di un legale. Se anche il Tribunale dovesse dar ragione agli automobilisti e confernare la sentenza del giudice di pace, la Provincia ci dovrà restituire i soldi delle multe».

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