Il Tirreno

Pontedera

Buti, tre mesi per far luce sulle morti sospette

Rino Bucci
Le antenne sul monte Serra (foto Silvi)
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Le antenne sul monte Serra (foto Silvi)

Una commissione valuterà i casi di leucemia fulminante che si sono verificati nel comune e nel comprensorio del Serra

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BUTI. Da una parte si lavora per dare il via ad uno studio epidemiologico che sia un faro sui decessi e sulle patologie (leucemie fulminanti) che si sono verificati a Buti e nei comuni limitrofi di recente, dall’altro verrà organizzato un incontro pubblico - entro i tre mesi - per informare la popolazione sull’esito e le finalità della ricerca.

Il primo confronto tra il pool di esperti e la compagine politica che si occuperà dello studio era stato convocato per lunedì scorso. Il gruppo di lavoro, come spiegò il sindaco di Buti Alessio Lari, è nato dopo le «richieste arrivate da gran parte della popolazione». E soprattutto dopo i tre decessi per leucemia fulminante che si sono verificati da quest’estate ad oggi all’ombra del Serra. Nessuno lo dice apertamente, sono arrivati qualche giorno fa anche le rassicurazioni di Arpat però si guarda verso l’alto, alle antenne.

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«Si è chiuso lunedì un primo incontro convocato per esaminare i casi di malattie e morti per leucemia che hanno colpito la comunità di Buti nei mesi scorsi - si legge in una nota - la riunione si è tenuta in forma riservata per esplorare le possibilità di svolgere un’indagine che dia risposte scientificamente corrette alle inquietudini delle famiglie dei deceduti e ai cittadini, che si sono manifestate nelle recenti settimane».

Ci sono anche i nomi della commissione: oltre al sindaco ne fanno parte l'assessore Isa Garosi, i medici di famiglia che lavorano a Buti, il direttore generale dell'asl5 Rocco Damone, la direttrice della Società della Salute Patrizia Salvadori e il dirigente di ricerca ed epidemiologo dell'Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr Fabrizio Bianchi.

«L’esperienza maturata dai convenuti nei rispettivi ruoli è servita a fornire un primo quadro della situazione e delle fonti informative disponibili - spiegano dal Comune - è stata verificata con esito positivo la possibilità di svolgere un lavoro di ricerca approfondito nel tempo e vasto dal punto di vista geografico, per verificare l’andamento del tipo di patologie che si sono verificate e di altre ritenute importanti nell’area di Buti e dei comuni limitrofi».

Nel rispetto della privacy delle famiglie dei cittadini morti (saranno aperte le cartelle cliniche) gli incontri saranno a porte chiuse. Entro tre mesi però sarà convocata un’assemblea pubblica nella quale saranno resi noti i dati delle rilevazioni attraverso un protocollo proposto dal Centro Controllo Malattie degli Stati Uniti, su base volontaria da parte di tutti i partecipanti.

 

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