La manifestazione
Opere pubbliche ferme, stop al project financing
Il Comune ha avviato la risoluzione del contratto con la San Miniato Gestioni: decisivi la mancata costruzione di via Sasso e l’ampliamento del parcheggio del Cencione
SAN MINIATO. La giunta di San Miniato ha dato il via al procedimento per la risoluzione del discusso project financing con la San Miniato Gestioni Srl. Una volontà più volte espressa negli ultimi anni e che adesso viene messa nero su bianco da una delibera di giunta. Una delibera che di fatto respinge l’ultimo tentativo di revisione dell’accordo avanzato dalla controparte privata, avviando una strategia di uscita che si annuncia senza dubbio delicata e complessa.
Le opere mancanti. La svolta, tuttavia, era ormai inevitabile, alla luce soprattutto delle opere pubbliche che il privato avrebbe dovuto realizzare diversi anni fa e che San Miniato sta ancora aspettando. Sotto accusa, in primis, la mancata costruzione della nuova via Sasso tra il capoluogo e La Scala e l’ampliamento del parcheggio del Cencione (realizzato nel 2012 in versione decisamente “minimal”), a cui si aggiungono il Peep di Corazzano e gli alloggi popolari di Isola. Opere per cuii l’amministrazione ha ceduto in cambio una serie di fabbricati, la riscossione dei circa 500 posti auto a pagamento, senza dimenticare le rate semestrali da 85mila euro, per vent’anni, a copertura del mutuo acceso da San Miniato Gestioni col Credito cooperativo di Cambiano.
La trattativa. Da qui l’avvio di una lunga trattativa con il privato, partecipato in maggioranza dai resti del Consorzio Etruria in liquidazione dal 2012. Trattativa che la delibera ripercorre passo passo e che vede al centro soprattutto la costruzione di via Sasso. Opera per la quale il Comune ha atteso vanamente, fra continui solleciti e intimazioni, la presentazione di un progetto definitivo. Fino a quando, lo scorso giugno, il concessionario aveva risposto di ritenere ormai conclusa la fase bonaria e di voler procedere di fronte all’arbitrato, salvo poi ritentare, alla fine dell’anno, un’ulteriore proposta di revisione che prevedeva la cancellazione di via Sasso. Una proposta irricevibile per l’amministrazione che considera «predominante – si legge - l’oggettivo inadempimento a carico del concessionario». «Nonostante le numerose diffide e richieste di adempimento, la situazione non si è modificata – afferma il sindaco Vittorio Gabbanini – Abbiamo quindi provveduto a dare avvio al procedimento per la risoluzione del contratto, la cui comunicazione è già stata trasmessa al concessionario».
L’indagine. Inizia così una fase nuova per una vicenda che da anni infiamma il dibattito politico sanminiatese. Una storia, da sempre al centro di attacchi e sospetti, che recentemente sarebbe finita anche all’attenzione dell’autorità giudiziaria. A renderlo noto l’ex consigliere comunale Roberto Ferraro (Nuovo Centrodestra), che da anni contesta l’accordo con il Consorzio Etruria lamentando innanzitutto la mancata approvazione da parte del consiglio comunale. Attraverso una nota, Ferraro ha raccontato che alcuni soggetti che nel 2005 (all’epoca della sottoscrizione del contratto) svolgevano il ruolo di amministratori comunali sono stati ascoltati in merito alla vicenda. «Evidentemente – dice Ferraro - per l’autorità giudiziaria l’ipotesi di eventuali violazioni non è infondata, in controtendenza alla sottovalutazione della questione da parte delle forze politiche di sinistra, che nel 2012 respinsero la nostra richiesta di istituire una Commissione di Indagine. Qualunque dovesse essere l’esito, e con l’augurio che non vengano riscontrate irregolarità, l’indagine dimostra che le perplessità a suo tempo avanzate dal centrodestra erano fondate».
Giacomo Pelfer
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