Finanza
Le difficoltà dell’indotto tra esuberi e concordati
La richiesta al tribunale presentata dalla Soft Italia (selle per Piaggio) è legata alla necessità di una ristrutturazione dei conti non dell’organico
PONTEDERA. Da un lato un’azienda comunque in salute, con un buon numero di commesse e prospettive interessanti, ma che è costretta a richiedere il concordato in continuità per sistemare le proprie finanze dopo uscite “non previste” di carattere interno.
Dall’altro, un’altra impresa che, invece, è costretta a dichiarare esuberi per il calo di fatturato proveniente dal cosiddetto principale committente.
Sono due facce della stessa medaglia, l’indotto Piaggio, che non accenna a trovare la strada per vivere il presente (ma soprattutto il futuro) con tranquillità.
È anche per capire che strada imboccheranno le aziende fornitrici della fabbrica della Vespa che sindacati e lavoratori stanno cercando di approfondire il confronto con l’azienda di cui Roberto Colaninno è amministratore delegato e presidente del gruppo.
Selle in concordato. La vicenda che ruota attorno alla Soft Italia di Fornacette, da anni fornitore di selle per i veicoli della Piaggio, è dovuta a una situazione finanziaria che non dipende dall’attività dell’azienda, ma da questioni interne che hanno portato alla decisione di affidare al tribunale una sorta di ristrutturazione economica con la formula del concordato in continuità a cui molti stanno facendo ricorso.
Non si tratta quindi di un problema da tagli occupazionali o di crisi, ma di un riequilibrio dei conti che non preoccupa. Infatti, il ricorso alla cassa integrazione nell’ultimo periodo è stato molto ridotto e che i circa 40 operai sono praticamente tutti normalmente a lavoro.
La notizia, trapelata da ambiente imprenditoriale, riguarda comunque una delle aziende più conosciute in Valdera con committenti importanti, oltre a Piaggio, come per esempio Ferrovie dello Stato.
Ingranaggi in esubero. Un po’ diverso è il caso di Ghiara Meccanica, altra realtà dell’indotto Piaggio che annuncerà a breve la necessità di mettere in esubero poco meno di dieci dipendenti sui trenta che attualmente lavorano nell’azienda di Lari.
Le voci a questa riduzione di organico si stanno rincorrendo da giorni, ma la situazione che si è creata in una delle imprese più dinamiche e innovative del contesto produttivo della provincia di Pisa riguarda in gran parte il calo di commesse provenienti proprio da Piaggio.
Ghiara Meccanica realizza ingranaggi, mozzi, accessori per auto e moto, ma in meno di dieci anni ha visto crollare il fatturato realizzato in base alle richieste produttive da parte della fabbrica della Vespa.
Nel 2007 ammontava a quasi 7 milioni, nel 2015 supererà di poco il milione e per l’anno prossimo si annuncia un ulteriore riduzione.
Alla luce di questo quadra è fatale la riorganizzazione interna che non significherà chiusura o dislocazione all’estero. Sarà solo un passaggio necessario per far fronte a uno scenario in evidente e inevitabile mutamento, visto che tutto dipende dalle scelte di Piaggio, il punto di riferimento per anni della metalmeccanica locale.
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