Il lavoro “condiviso”, un servizio del Polo
NAVACCHIO. Sei computer col collegamento internet con tanto di telefono e, ovviamente, scrivania. Al prezzo di 15 euro al giorno o 150 al mese a persona. E’ il Coworking del Polo tecnologico di...
NAVACCHIO. Sei computer col collegamento internet con tanto di telefono e, ovviamente, scrivania. Al prezzo di 15 euro al giorno o 150 al mese a persona. E’ il Coworking del Polo tecnologico di Navacchio presentato ieri mattina per far sapere che anche nella struttura del Cascinese esiste la possibilità di prendere in affitto ufficio, anche per un solo giorno. Ma, come in tutti gli ambienti di Coworking si lavora gomito a gomito con altre persone, in un ambiente “aperto” e facilmente preda della moda del momento, la condivisione. Già, perché sfruttare questa formula che sta prendendo piede anche in Italia, dopo essere nata negli Usa e nei Paesi anglosassoni e dell’Europa del Nord, significa venire a contatto con lavoratori essenzialmente free lance, impegnati in attività creative e innovative, magari design del web o sviluppatori di applicazione per i dispositivi mobile. Settori che funzionano molto basandosi sulla circolazione delle idee e che ben si prestano, appunto, a incrociarsi negli open space sparsi ormai un po’ ovunque: in Toscana, per esempio, ce ne sono a Firenze, Pisa, Pistoia, Siena, Lucca, Arezzo, Prato e Viareggio e, da ieri, a Navacchio. L’ideale per chi non ha ufficio fisso, lavora per vari committenti ed è costretto a spostarsi in maniera frequente. «Ma non pensate che i Coworking siano frequentati da possessori di partite Iva arrabbiati col mondo o da precari in cerca di una scrivania da cui guardare il mondo in cagnesco – ha spiegato Michele Vianello, esperto in smart cities, agenda digitale e social networking alla conferenza stampa per presentare l’iniziativa – In questi ambienti ci sono persone che condividono idee e progetti e che fanno leva proprio sul fatto che insieme si cresce di più e meglio. E’ il flusso che serve all’industria tradizionale per fare quel salto di qualità che il mondo attuale richiede». L’operazione è stata realizzata con l’agenzia Multiverso, società specializzata proprio nel coworking che punta, adesso, a creare una sorta di social network dei frequentatori di queste strutture, facendo incontrare le loro competenze e idee con i bisogni delle grandi imprese, sfruttando i “cloud”, gli spazi sul web in cui archiviare e condividere file e informazioni e da consultare ovunque ci si trovi, naturalmente attraverso l’accesso a Internet. «Entro pochi anno i free lance saranno tantissimi – spiega Antonello Ardiccioni di Multiverso – ed è per questo che ci sarà sempre più bisogno di coworking. Già adesso lo sviluppo degli ultimi due anni è stato notevole, tanto da far dire agli analisti che sia giunta l’ora per fare un passo in avanti, strutturando e collegando i vari centri per far emergere il lavoro che viene svolto dai frequentatori. E il nostro obiettivo è proprio questo».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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