Il dolore
Cimitero, ai piani alti le sepolture sono impossibili
CASCINA. L’ampliamento del cimitero di San Frediano a Settimo è stato realizzato pochi anni fa, Ma il progettista non ha tenuto conto delle distanza tra l’ultimo piano dei loculi e le colonne, oltre...
CASCINA. L’ampliamento del cimitero di San Frediano a Settimo è stato realizzato pochi anni fa, Ma il progettista non ha tenuto conto delle distanza tra l’ultimo piano dei loculi e le colonne, oltre che dagli archi scelti come ornamento, per l’area nuova del piccolo cimitero di paese. Così alcuni giorni fa al momento della sepoltura di una donna la cui bara doveva essere posizionata nella quinta fila è successo quello che molti temevano e che probabilmente non resterà un fatto isolato, visto che allo stesso piano sono previste altre sepolture. La bara non entrava nello spazio assegnato. Ma non tanto per la larghezza del loculo quanto per la difficoltà nel dover “manovrare” la bara stessa che andava a urtare con la colonna e l’arco esterno al cimitero.
La sepoltura si è protratta a lungo anche se la bara era stata posizionata su un carrello e gli addetti dell’impresa funebre Il Pino, di San Frediano a Settimo, avevano predisposto, carrello compreso, tutto quello che era necessario. Immaginate lo stato d’animo dei parenti quando, al momento della sepoltura, si sono resi conto che il loculo acquistato dal Comune, all’ultimo “piano” nella nuova ala del cimitero era di non facile accesso. «Non è tanto per un problema di larghezza del loculo – spiegano gli addetti delle onoranze funebri – quanto per l’esiguo spazio che c’è tra la parete dei loculi e una delle colonne».
Quel pomeriggio l’azienda che si occupa dei servizi cimiteriali aveva inviato due persone ad occuparsi della sepoltura. Ma per “spingere” la bara con i resti mortali della povera donna, considerato anche c’era da spostare un certo peso ad alcuni metri d’ altezza, sono state necessarie almeno quattro persone. In alcuni momenti si è temuto che il personale del cimitero dovesse chiedere aiuto ai familiari della defunta. Sarebbe stata però una situazione singolare. Così alla fine, pur con alcune proteste e con lo sconcerto di chi si è trovato a seguire più tentativi per posizionare la bara il funerale ha potuto concludersi.
Ma quanto successo durante le esequie di Anna S. non è passato inosservato. Stupisce infatti che al momento di progettare l’amplialmento non si sia tenuto conto della destinazione di questi spazi. Il progettista non poteva non sapere che un giorno, prima o poi i loculi, anche quelli ai piani alti, sarebbero stati venduti. Nessuno però deve avere verificato come sono stati eseguiti i lavori. E, puntualmente, è stata la prova pratica a mettere in evidenza l’anomalia della progettazione.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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