Sicurezza
Bancari: «Il contratto va rinnovato o sarà sciopero»
VOLTERRA. Nell’ultima Segretera della Fabi (Federazione autonoma bancari Italiani) pisana si è voluto approfondire nei significati la partecipazione plebiscitaria alle ultime agitazioni del personale...
VOLTERRA. Nell’ultima Segretera della Fabi (Federazione autonoma bancari Italiani) pisana si è voluto approfondire nei significati la partecipazione plebiscitaria alle ultime agitazioni del personale bancario. Infatti i bancari hanno scioperato in massa, il 30 gennaio scorso.
«Nella Cassa di Risparmio di Volterra, fra la direzione e tutte le filiali, hanno lavorato salvo errore in venti (meno del 4%) - si legge in una nota della Fabi - ma questa non sarà la sola volta che sciopereremo se Abi (Associazione Bancaria Italiana) non cambierà atteggiamento nel negoziato per il rinnovo del contratto. È’ questo che c’è da capire bene oggi: i bancari stanno scioperando contro i banchieri a difesa non solo e non tanto del proprio contratto, ma della clientela e degli altri lavoratori. Quello delle banche è il settore più sindacalizzato del Paese: se cedono i sindacati dei bancari, se il (Contratto collettivo di lavoro venisse depotenziato in quella categoria, le altre verrebbero dietro stile domino e non ci sarebbero più tutele. Un sindacato che non accetta le pressioni commerciali, potenzialmente idonee a propinare alla clientela qualsiasi prodotto, e che pressa continuamente la controparte affinché vengano moderati i compensi dei menager (1,3 milioni di media nazionale ciascuno), un sindacato così disturba i padroni ed i manovratori. Basti vedere quello che sta accadendo ai lavoratori della Crv, ormai nota nel mondo sindacale per la sua antisindacalità, sancita da diverse condanne dei giudici, che adesso non stiamo a riportare, ma in linea, addirittura sopra le righe, con il tentativo di disapplicazione dei diritti. Si sa: un diritto non esercitato si riduce ad esser debole fino a diventare inesigibile. E’ quindi importante che ogni cittadino comprenda bene la differenza fra bancari e banchieri, non confonda i due ruoli, faccia salve le istituzioni e difenda in questo caso il sistema degli istituti di credito nazionale, costituito dalle preziose Bcc, alle insostituibili banche del territorio come proprio la Crv, dalle banche interregionali fino ai mega istituti internazionali. E’ essenziale che si comprenda come quel top managment che gestisce il sistema e si fa riconoscere 1,3 milioni annui ciascuno di media nazionale e che ha come interesse l’esasperazione dei ricavi, poi vada dai lavoratori per risparmiare una frazione in percentuale ai crediti che concede male e non recupera, un’inezia che non risolve nulla ma riesce a mascherare il vero motivo di tutta la manovra: scardinare i diritti e le tutele che danno al sindacato la forza di trattare anche l’etica aziendale, il fair play finanziario e le politiche del territorio».
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