Italia
Poteco, un gioiello di ricerca e tecnologia
Il presidente Osvaldo Ciaponi: «Una struttura che riassume in sé la visione d’area come valore aggiunto da ergere nel mondo a simbolo della nostra qualità»
SANTA CROCE SULL’ARNO. Un clima di festa quello di ieri tra le mura del nuovo Poteco, fra strette di mano e sorrisi, con il taglio del nastro che ha aperto ufficialmente le porte di una struttura sognata da anni. «Un’ulteriore dimostrazione che in questa zona le cose sapete farle bene», ha detto il governatore Enrico Rossi alla platea di amministratori locali e conciatori. Unica nota stonata, rimarcata subito da una stoccata dall’amministratore delegato di Poteco Leonardo Volpi, qualche “vuoto” di troppo tra gli imprenditori presenti: «Mi auguro che chi non è venuto – ha detto Volpi - lo abbia fatto per gli impegni di lavoro». Una sottolineatura che non toglie niente, comunque, a quella capacità «di fare sistema per crescere tutti insieme» (per usare le parole di Rossi) di cui il nuovo Poteco diventa da oggi la più evidente manifestazione. Un “gioiellino” di tecnologia e ricerca «che non ha eguali in Italia – ha detto Volpi – e forse neppure nel mondo». Un’opera completata per adesso nel primo dei quattro stralci previsti: 4 milioni di investimento rispetto ai 6,2 complessivi (già finanziati quasi per intero), sostenuti per due terzi dalla Regione e per un terzo dai privati. Il tutto per un edificio che attualmente ospita quattro laboratori, una sala riunioni, tre aule di formazione, uffici e una conceria sperimentale in grado di riprodurre ogni fase di lavorazione. «Con il secondo e il terzo stralcio realizzeremo la sala polivalente, la manovia sperimentale e tutte le dotazioni a servizio di terzisti e calzaturieri – ha ricordato il sindaco di Santa Croce Giulia Deidda, presidente del consorzio dei sei Comuni proprietari del nuovo edificio –. Il quarto stralcio riguarderà invece l’area esterna e la realizzazione di una nuova viabilità. Entro la fine del 2016 l’intera sede sarà completata».
Intanto, l’ex sindaco Osvaldo Ciaponi e attuale presidente di Poteco, senza far mistero dell’emozione, si gode quella che definisce «la casa nuova del distretto: una struttura che riassume in sé la visione d’area del comprensorio, come valore aggiunto da esportare nel mondo a simbolo della qualità delle nostre produzioni». Una qualità di cui Poteco rappresenta il partner privilegiato, attraverso la ricerca all’avanguardia, la capacità di offrire servizi mirati alle imprese, insieme ad un’attività di formazione che parte dagli studenti dell’Itc Cattaneo e che arriva fino agli adulti da ricollocare nel mondo del lavoro. «Oltre il 75% di chi fa formazione da noi – ha ricordato Volpi – trova un impiego in un’azienda della zona». «Possiamo dire di non aver buttato via i soldi con i Poli tecnologici toscani – ha affermato quindi il presidente Enrico Rossi –. Poteco in particolare rappresenta un polo d’eccellenza perché nasce da un bisogno delle imprese».
Il governatore ha quindi illustrato le opportunità che potranno arrivare dalla recente riforma della formazione, passata in carico alle Regioni: «Il prossimo anno – ha spiegato – a partire da un documento che individuerà i settori strategici della nostra regione, offriremo dei bandi di finanziamento che andranno alle strutture capaci di avere un rapporto stretto con le imprese e con buoni livelli di occupabilità. Abbiamo inoltre anticipato il bando per la ricerca, con risorse importanti. Non perdete, quindi, la vostra capacità di fare sistema, perché la Regione sarà al vostro fianco».
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