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Pontedera

Madre e figlia in difficoltà e il paese si mobilita

Madre e figlia in difficoltà e il paese si mobilita

Una donna chiede aiuto lasciando bigliettini nei negozi e nei bar di S. Maria a Monte In molti l’aiutano, lei ringrazia commossa: «Non mi aspettavo così tanto affetto»

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SANTA MARIA A MONTE. Quando il frigo è vuoto ci scherzano su. Dicono che sono passati i ladri e hanno portato via tutto. Sdrammatizzano, o almeno provano a farlo, in una situazione di estrema difficoltà. In realtà il cibo viene comprato giorno per giorno, utilizzando fino all’ultimo centesimo a disposizione. Maria e sua figlia Aurora (i nomi sono di fantasia, per tutelare la loro privacy) hanno 48 e 17 anni. Sono rimaste sole a farsi forza al termine di un matrimonio finito male da qualche mese. Mamma fa le pulizie nelle case di Santa Maria a Monte e dintorni quando capita. «Sperando che ci siano sempre scalini da spazzare o un bambino da accudire». Perché sono questi gli unici modi per racimolare qualche soldo e andare avanti. Tra un frigo che spesso sembra essere stato ripulito dai ladri e le bollette da pagare. Non sempre però Maria riesce a mettere insieme il denaro per arrivare alla famigerata “fine del mese”. Di fronte a un bilancio che si colora di rosso ecco l’idea. Il tentativo disperato per non vedersi staccare gas e corrente. «Il mio ex marito non ci aiuta più. Il suo supporto economico era fondamentale e ora siamo in difficoltà. Non avevo i soldi per pagare le bollette, con mia figlia rischiavamo di restare al buio. Così ho fatto dei bigliettini e li ho lasciati nelle attività del paese. Affidandomi al cuore della gente». Parla quasi sottovoce Maria. Sta mangiando un panino al volo prima di rimettersi in auto per andare a guadagnare da vivere “armata” di scopa e strofinacci. Nella frazione di Ponticelli molti commercianti hanno deciso di aiutare la donna posizionando nei loro negozi dei salvadanai. Gli abitanti del paese conoscono la storia di Maria, dal 1986. Nel biglietto si legge: “Amici di Aurora, un piccolo aiuto per non farci togliere la luce”. Una richiesta di aiuto che va oltre il senso letterale. La luce, infatti, madre e figlia vorrebbero tornare a vederla al di là di una lampadina che si accende. Luce intesa come normale vita di tutti i giorni. Come un carrello pieno di cose da mangiare. Immagini che per ora restano sogni nella mente delle protagoniste della triste vicenda.

Di reale invece c’è la dimostrazione d’affetto di un paese. L’abbraccio simbolico con cui gli abitanti di Santa Maria a Monte e delle sue frazioni hanno deciso di stringere Maria e Aurora. «Un gesto bellissimo considerato il difficile momento economico che sta attraversando l’Italia. Nel 2015 vivere un’esperienza del genere è incredibile». I bigliettini sono sui banconi soltanto da poche settimane ma la risposta è arrivata immediatamente. «Mi hanno contattato alcuni commercianti, dicendomi che molte persone avevano lasciato un aiuto per me e per mia figlia. Ho raccolto i soldi necessari per pagare le bollette - racconta, commossa, Maria - e ora non rischiamo più di restare al buio». Non sarà una svolta nelle nostre vite, ma almeno l’illuminazione a casa è salva. Grazie alla fatica di una madre che si fa in quattro per sbarcare il lunario e alla generosità di una comunità che ha deciso di dare un aiuto concreto.

«Vorrei soltanto che mia figlia potesse condurre una vita normale. Spesso sono costretta a dire no di fronte alle sue richieste. Spero che un giorno tutto questo diventi soltanto un ricordo. Nel frattempo ringrazio chi ci ha aiutato: non ci speravo. È stata una fantastica sorpresa», chiude Maria. «Mi scusi ma devo tornare a lavorare».

Tommaso Silvi

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