Finanza
Il “Tubone” prende forma
Ad Aquarno sei nuove vasche di sedimentazione per la depurazione delle acque
SANTA CROCE SULL’ARNO. Dopo anni di firme, accordi, rivisitazioni di progetto e discussioni, è stata inaugurata la prima opera del cosiddetto “Tubone”, il mega progetto da 54 miliardi di euro che promette di collegare gli scarichi civili di 42 comuni di Valdinievole, Valdarno e Valdera ai depuratori di Santa Croce e San Romano, i due impianti che trattano le acque delle concerie. Il primo taglio del nastro è stato quello delle sei vasche di sedimentazione del depuratore Aquarno, a cui ha assistito il presidente della Regione, Enrico Rossi, che si è detto «orgoglioso di ciò che sta realizzando il territorio». Il “Tubone” porterà nel comprensorio del Cuoio 22 milioni di metri cubi di acque civili all'anno.
Le nuove vasche. Le sei vasche di sedimentazione sono costate 2,2 milioni, le prime tre sono entrate in funzione lo scorso ottobre. Al momento, servono per incrementare la funzione del “tutto biologico”, il trattamento che permette di ridurre drasticamente l'impiego di prodotti chimici. Ma le nuove vasche servono ad aumentare la portata di un impianto che ora tratta anche le acque in arrivo dalle concerie fucecchiesi, dopo la dismissione dell'impianto di Ponte a Cappiano, e saranno importanti in vista dell'arrivo degli scarichi civili delle tre aree coinvolte nel riordino idrico. Presto, Aquarno sarà dotato anche di una vasca da 25mila metri cubi, in grado di reggere le “bombe d'acqua” provenienti dal cielo.
«Finiremo il Tubone». «Porto sempre ad esempio questo territorio dove i privati investono concertando con gli enti pubblici lo sviluppo di un settore che rappresenta molto in termini di Pil per la regione». Enrico Rossi ha gonfiato il petto davanti a tanti imprenditori presenti all'inaugurazione. «L’intenzione di ultimare l'opera da parte nostra c'è ed è molto forte, malgrado qualche discussione e i problemi legati alla burocrazia». Un concetto che il presidente della Regione ha ribadito, dopo aver ricevuto vari input a sciogliere i nodi legati agli espropri dei terreni sui quali transiterà il Tubone. Come quello del presidente di Aquarno, Massimo Bertacca, secondo il quale «occorre accelerare questo processo, visti l'impegno degli imprenditori e la necessità di concludere l'opera».
Orgoglio conciario. Gli interventi del presidente di Assoconciatori, Franco Donati, e del sindaco Giulia Deidda hanno alzato il livello di orgoglio di chi mastica pane e pelle da mattina a sera. «Siamo partiti 20 anni fa – ha spiegato Donati – con l'idea di far crescere il nostro settore, scegliendo di gestire unitariamente la depurazione. Allora producevamo 25 camion al giorno di fanghi conciari, oggi ne produciamo appena uno. Con i soldi risparmiati abbiamo realizzato il Polo tecnologico conciario e successivamente ci siamo messi a lavorare sul “Tubone”». E il sindaco ha ricordato il suo predecessore Adrio Puccini, che anni fa si battè energicamente per concentrare in un unico impianto l'attività di depurazione che le concerie erano chiamate a realizzare: «Il suo sogno si sta concretizzando. Negli anni Settanta Santa Croce sull'Arno inquinava mezza Toscana, se non tutta. Oggi, siamo in grado di depurare gran parte del suo territorio».
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