Attenzione
Donano alla scuola i risparmi della figlia
La famiglia Vanni acquista computer e proiettore con il denaro che doveva servire alla ragazzina per un viaggio a Londra
CASCINA. Il sogno di Valeria era viaggiare. Stava mettendo via i soldi perché dopo il diploma voleva andare a Londra, la sua città preferita. Ora che la ragazzina non c’è più, quei risparmi sono stati spesi dai genitori per comprare un proiettore e un computer da donare alla scuola, dove la figlia studiava.
È il toccante passaggio di una storia cominciata esattamente sedici anni fa, quando Valeria Vanni nacque. Sabato 14, infatti, avrebbe festeggiato il suo compleanno, ma a metà del gennaio 2014 è morta, mentre dormiva nella sua cameretta. Un addio doloroso per tutti, genitori, amici, parenti, insegnanti, semplici conoscenti che si sono reincontrati per un momento commovente all’interno della biblioteca della scuola di Valeria, il Pesenti di Cascina. Il dono dei genitori, Luca e Michela, rappresenta un prosieguo della vita di Valeria, così impegnata a scuola e amata da tutti quelli che la conoscevano.
«Voi che la frequentavate, sapete quante grande fosse il suo cuore», ha detto il babbo con la voce rotta dall’emozione. Una sensazione di tristezza, vicina al punto di rottura in più circostanze, ma sempre ricacciata in gola guardando in faccia gli amici della ragazzina che ormai non c’è più, ma che continua a vivere nella mente di tutti. Insegnanti e ragazzi hanno regalato ai genitori e alla nonna (anche lei presente con gli occhi lucidi ancora prima dell’inizio della cerimonia) una sorta di diario con dediche, pensieri e disegni per la studentessa. «Lo leggeremo con attenzione e ve lo restituiremo – ha proseguito Luca Vanni – perché dovete continuare a vivere, a scrivere e a ricordare Valeria».
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Il giorno di San Valentino diventerà un giorno speciale anche in futuro, visto che la preside Ivana Savino ha proposto che il compleanno di Valeria venga ricordato ogni anno. Poi, rivolgendosi ai suoi studenti seduti davanti a lei, si è commossa: «Grazie per il coraggio che ci state dando. Siete un esempio per l’intera comunità scolastica». I ragazzi, impietriti davanti al ricordo, non hanno fatto altro che rimanere in silenzio e applaudire la loro amica, stringendosi l’uno con l’altro o appoggiando la testa sulla spalla dell’amica seduta a fianco con gli occhi fissi nel vuoto. Per mamma Michela gli amici della figlia hanno riservato un bellissimo mazzo di fiori con un biglietto, “Valeria, per sempre insieme a noi”. La donna non è riuscita a dire molto, se non ringraziare tutti. Ma quando sono stati scartati il computer e il proiettore, comprati come detto con i soldi che la ragazza stava risparmiando per passare le vacanze dopo la maturità a Londra, la commozione si è trasformata in sorrisi. Come se davvero una parte importante di Valeria continuasse a vivere nella scuola che amava così tanto.
Nel frattempo, nel piazzale della scuola, la vita scorreva come sempre, tra capannelli di studenti durante l’intervallo, qualche chiacchiera per preparare il fine settimana e sguardi ammiccanti per incontrare gli occhi del ragazzo e della ragazza del cuore, con scambi di rose e palloncini con dediche speciali. Del resto, ieri era pur sempre San Valentino. Un giorno che a sedici anni si aspetta tutto l’anno e che fa davvero battere il cuore. Un momento che difficilmente si dimentica quando si cresce. Valeria non potrà più avere la sua doppia festa. Ma per chi l’ha conosciuta il giorno degli innamorati riserverà per sempre un pensiero a quegli occhioni che nel gennaio del 2014 si sono chiusi per sempre, dopo aver dato la buonanotte ai suoi genitori e andare a sognare il suo viaggio a Londra.
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