Finanza
Tra i binari e nel bosco le centrali dello spaccio
Il traffico degli stupefacenti non è più solo concentrato nell’area della stazione Si è spostato anche fra Treggiaia e Montecastello e intorno a La Rotta
PONTEDERA. Nuove centrali dello spaccio a Pontedera e zone limitrofe. Non più solo nei pressi della stazione ferroviaria, ma soprattutto nei boschi, sia lungo la strada tra Treggiaia e Montecastello che intorno alla vecchia stazione de La Rotta, che da quando è stata chiusa è diventata prima rifugio per i senzatetto e ora anche un luogo ideale per nascondere traffici illeciti. Abbiamo fatto un giro nella zona dove pochi giorni fa la polizia, grazie alla segnalazione di alcuni passeggeri che erano su un treno diretto a Pisa, ha arrestato alcuni tunisini, dopo un inseguimento iniziato lungo i binari a La Rotta e finito quasi a Capanne, nel comune di Montopoli. Con tanto di treni fermi per una ventina di minuti, durante le fasi iniziali della caccia agli spacciatori.
La vegetazione, nonostante le rigide temperature, si dimostra anche a Pontedera (ma ci sono altri casi in provincia, come quello della pineta di Migliarino a Pisa o il bosco di Montefalcone a Castelfranco), una “location” ideale per nascondere gli stupefacenti e per incontrare gli acquirenti.
Inizialmente, l’altro giorno la segnalazione era partita come se si fosse trattato di un furto. In realtà, i pozzetti lungo la ferrovia, erano stati aperti per un’altra ragione e alla fine la polizia ha arrestato tre tunisini, con precedenti specifici , accusandoli di spaccio dopo che li hanno trovati con trenta grammi di hashish. Se l’arresto è avvenuto dopo una segnalazione di macchinisti e viaggiatori, è anche vero che le forze di polizia tenevano d’occhio questa zona ormai da tempo, anche se non ci sono state operazioni con arresti e recupero di droghe.
Gli spacciatori, comunque, pian piano, hanno preso possesso - lo dimostrano i bivacchi e i giacigli di fortuna - di una vasta zona alla periferia di Pontedera, tra la Rotta e Casteldelbosco. Spacciano lungo la ferrovia, pronti a nascondersi, grazie ad alcuni passaggi nel verde proprio accanto ai binari, nell’ex fonderia Ceccanti, ormai abbandonata da tempo e diventata un luogo per sbarazzarsi di rifiuti oltre che per nascondere la droga.
Quando le forze di polizia arrivano nella vecchia stazione ferroviaria, per gli spacciatori è facile avventurarsi, dopo aver attraversato un sottopasso e sentieri sterrati, tra i ruderi della fonderia, il cui tetto, coperto di eternit, ha ormai ceduto in più parti. Qui gli spacciatori trattano cocaina e hashish e spuntano dal bosco non solo di giorno ma anche nel tardo pomeriggio. I clienti, i consumatori abituali, sanno dove trovarli e si soffermano nei luoghi concordati e si passano la “roba”. Rapidi scambi e auto che si allontanano altrettanto velocemente.
Ora che il fenomeno è piuttosto noto, come lo è stato per Treggiaia e per i boschi confinanti con Palaia, lungo le strade di accesso a queste zone sono stati effettuati servizi di osservazione, oltre a posti di controllo, dalle forze di polizia che prendono atto delle modificate abitudini degli spacciatori. “Stanarli”, fanno capire le forze dell’ordine, non è semplice. E questo potrebbe aiutare gli spacciatori ad intensificare la loro presenza nelle “nuove” zone dove è facile nascondere la droga. Anche se il quartiere vicino alla stazione, in piazza Unità d’Italia, resta comunque la zona più calda rispetto al problema dello spaccio, anche per l’elevata concentrazione di migranti che ogni giorni si ritrovano in questo quartiere.
Sabrina Chiellini
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