Il dolore
Fiom non ci sta: «Le assemblee ci diranno come comportarci»
PONTEDERA. «No al pacchetto completo». È il concetto che ha mosso Fiom Cgil a rifiutare l’immediata firma dell’accordo con Piaggio comprendente il piano per la mobilità volontaria e il prolungamento...
PONTEDERA. «No al pacchetto completo». È il concetto che ha mosso Fiom Cgil a rifiutare l’immediata firma dell’accordo con Piaggio comprendente il piano per la mobilità volontaria e il prolungamento del contratto di solidarietà per impiegati e addetti delle tre e quattro ruote fino al 22 novembre, uniformandolo a quello dei lavoratori di meccaniche e 2 ruote. Il sindacato effettuerà, quindi, assemblee tra i reparti dello stabilimento durante la prossima settimana da cui ricavare un mandato alla ratifica o meno dell’accordo. «Eravamo favorevoli al prolungamento del contratto di solidarietà – afferma Marcello Franchi, segretario provinciale di Fiom – ma non a priori a quello della mobilità. Volevamo scindere le due sfere, anche per tentare di ottenere una percentuale superiore di chi usufruirà del passaggio tra part time verticale e full time. Ho chiesto ai rappresentanti degli altri sindacati di lavorare in maniera unitaria, ma hanno preferito firmare l’accordo così come ce l’ha prospettato Piaggio. Una situazione che non abbiamo accettato». Fiom ha riserve sulla mobilità volontaria così concepita dall’azienda. «Non tanto per i numeri in uscita, quanto per quelli in entrata – riprende Franchi – perché a fronte di oltre 100 prepensionamenti ci sembrano poche 15 o 20 stabilizzazioni. È vero che il mercato negli ultimi tempi non ha offerto molti spunti positivi, ma è altrettanto evidente che in questa maniera si finisce per impoverire il tessuto occupazionale senza invertire mai la rotta. Se avessimo intrapreso un percorso unitario avremmo avuto senza dubbio maggiore forza. Ma non sarà il fatto di essere rimasti di nuovo soli a fermarci. Il passaggio con i lavoratori è fondamentale perché l’accordo riguarda il loro lavoro quotidiano, specie per chi ha un contratto part time verticale e aspetta da anni la trasformazione in full time». (a.q.)
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