Il dolore
Una serata a parlar di satira e di Dio
A Stibbio confronto sui fatti di Parigi: intervengono un prete e un islamico
STIBBIO. “Di Dio, di satira e d'altre sciocchezze”. Parafrasando una famosa canzone potrebbe essere questo il titolo della bella serata organizzata sabato scorso a Stibbio, al circolo “G. Monti”, dove intorno ad un tavolo in una sala gremita si sono trovati gli autori Emiliano Pagani, Daniele Caluri e Alberto Pagliaro, già del Vernacoliere, l'esperta in relazioni internazionali Diletta Gasparo, della rivista “Il Becco”, il documentarista esperto di Medio Oriente Andrea Vignali ed il presidente dell'Arci Toscana Gianluca Mengozzi. A moderare Il Tirreno, con Cristiano Marcacci.
Una serata dichiaratamente “semiseria”, durante la quale gli autori di Don Zauker, noto e improbabile prete blasfemo nato fra le pagine del Vernacoliere, hanno commentato la vicenda di Charlie Hebdo alternandosi con riflessioni circa i motivi che hanno portato all'attuale situazione mediorientale. Dibattito che durante la serata ha visto partecipazione anche da parte dei tanti presenti nel pubblico, fra questi anche il parroco di Corazzano don Francesco Ricciarelli e Khalid, esponente della comunità islamica del comune. Una tensione ed una nuova frizione col mondo musulmano che indubbiamente «ha a che fare anche con la mutata condizione dell'Europa - è convinto Vignali, giornalista massese rapito in Siria nel 2013 - un modello che negli anni '60 e '70 aveva cominciato ad espandersi, ma che non appena è entrato in crisi il modello economico ha perso presa anche sulle generazioni che vivono nelle periferie delle nostre città». Una lettura in chiave sociale che la sinistra non può ignorare, come ha voluto ribadire anche il presidente regionale dell'Arci Mengozzi: «L'ironia sul simbolo mi appassiona poco, come le disquisizioni circa la natura della satira. Chi è abituato a quella che si faceva negli anni '70, in riviste come Harakir o Il Male, ben lo sa. Ciò che invece dovrebbe chiedersi la sinistra è cosa spinge un ragazzo che vive oggi in Europa ad andare a combattere». C'è però anche il diritto di satira, una forma di libertà che nel paese in cui “Luttazzi non può più andare in tv” è quanto mai aperta e da tutelare. Ben lo sanno Pagliaro, Pagani e Caluri, che di problemi ne hanno dovuti affrontare e tutti con un solo soggetto: la Chiesa Cattolica. «Potessero tagliarci la testa a tutti lo farebbero, anche oggi – dicono convinti, fra le risate, qua e la, fra il pubblico – la scusa, come sempre, è la tutela della sensibilità: ma è una trappola, un modo per convincerci a rinunciare alle nostre conquiste.
Nilo Di Modica
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