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Pontedera

Tra magnati arabi e russi il sogno è costato 15 milioni

Tra magnati arabi e russi il sogno è costato 15 milioni

La parabola discendente di Giorgio Nocchi, ex presidente nazionale Asshotel L’imprenditore oggi è indagato per il reato di bancarotta fraudolenta

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CASCIANA TERME. Arabi, russi, magnati dell’Azerbaigian. Nel corso degli anni Giorgio Nocchi, amministratore unico della San Marco Hotels spa, ha tentato varie strade per cercare di risollevare le sorti del suo “impero” alberghiero, poi crollato nell’estate 2011. Gli investimenti nel turismo e il sogno di portare in Valdera investitori russi sono costati cari a Nocchi. Lui che prima produceva pompe industriali e che dopo aver ceduto l'attività (aveva una sede a Lugnano di Vicopisano) agli americani, ha cambiato la sua rotta d'impresa, orientando il timone sul turismo, con un occhio di riguardo al termalismo e alle nuove frontiere di target russo. Eppure era solo il 2005 e Nocchi veniva eletto anche nuovo presidente nazionale di Asshotel. Proprio lui. Titolare del Grand Hotel San Marco a Cascina Terme e di Villa San Marco, due ammiraglie dell'ospitalità in Valdera. Il prestigioso incarico gli era arrivato a Roma il 22 novembre 2005. Politica e banche, oltre quelle che possono essere le responsabilità più dirette nella gestione della società alberghiera, hanno avuto un ruolo nella parabola discendente del gruppo Nocchi. Già nel 2009, a distanza di poco tempo dall’apertura delle due mega strutture, le difficoltà economiche del gruppo Nocchi cominciavano ad occupare le cronache locali. Nocchi però continuava a sostenere la validità della sua scelta, del resto sul turismo aveva scommesso molto. Circa 15 milioni di euro per i due poli alberghieri: «È dura affrontare la ristrutturazione ma da cinque anni siamo in rimessa – aveva spiegato Nocchi –. Avevamo 54 dipendenti, che sono scesi a 32, non avendo rinnovato i contratti a tempo determinato. Ma non basta ancora, devono scendere a 18». Era l’inizio della fine. La cessione di un ramo di azienda ad un’altra società si è rivelata una cura palliativa. Il progetto, su cui l’imprenditore aveva avuto garanzie dalla politica locale, per portare l’acqua termale nel centro benessere del Grand Hotel San Marco si è scontrato con i vecchi problemi di siccità incontrati dalle Terme alcuni anni fa. Ed è stato uno dei tanti stop del grande turismo a Casciana Terme. Inghippi burocratici hanno poi fermato l’ampliamento di Villa San Marco. La crisi dei mercati e quella del gruppo Nocchi hanno scritto la parola fine all’avventura nel turismo dell’imprenditore, oggi in pensione e alle prese con molti guai di salute, oltre che indagato per bancarotta fraudolenta in seguito al fallimento della società di cui era amministratore.(s.c.)

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