Attenzione
San Marco, vandali a quattro stelle
Ecco com’è ridotto il resort di lusso sulle colline di Terricciola. L'albergo è sotto la custodia dell'istituto di vendite giudiziarie, che proprio in questi giorni deve completare l'inventario dei beni rimasti da destinare all'asta
TERRICCIOLA. Se non fosse per la distruzione lasciata dai vandali e per i ripetuti furti, la vita nel resort Villa San Marco a Soiana sarebbe rimasta ferma all’estate del 2011, quando la società San Marco Hotels, con sede a Milano e proprietaria anche di un albergo a cinque stelle a Casciana Terme, è stata dichiarata fallita con sentenza del 3 luglio di quell’anno. L’aver chiuso la porta del mega albergo, considerato da molti una cattedrale nel deserto, non lo ha preservato, nonostante la procedura fallimentare e la nomina di un curatore fallimentare, da un progressivo degrado.
Recentemente i vandali hanno attraversato le stanze della struttura che doveva diventare uno dei fiori all’occhiello dell’offerta turistica della Valdera e su cui la famiglia dell’imprenditore Giorgio Nocchi, che aveva costruito la sua fortuna nel settore delle elettropompe idrauliche, ha perso non solo il patrimonio aziendale ma anche buona parte di quello personale. Non è la prima volta che i malviventi varcano le porte e i cancelli della struttura affidata ora in custodia all’istituto di vendite giudiziarie di Pisa che deve completare di redigere l’inventario dei beni rimasti e che andranno all’asta. Questa volta ignoti hanno danneggiato camere e servizi. Non è escluso che nel raid siano stati rubati oggetti. Ieri i carabinieri non avevano, stando a quanto è stato spiegato dalla compagnia dell’Arma di San Miniato, una denuncia dettagliata di quanto avvenuto nella villa.
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Entrare nella struttura, che vale diversi milioni di euro, non è cosa difficile. I cancelli sono chiusi ma la rete di recinzione è stata danneggiata in più parti. È stata divelta e abbattuta, o anche rubata. Senza corrente, sistemi di allarme e altri mezzi di autodifesa il resort è facile preda dei ladri che contribuiscono, nell’inerzia di chi invece dovrebbe difendere i beni della società fallita, al suo inevitabile declino.
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Il fascino dei verdi cipressi lungo il viale che conduce i visitatori all’ingresso dell’imponente villa, è rimasto inalterato. Tutto intorno ci sono sterpaglie, erba alta e residui di quelli che un tempo erano fiori ornamentali e che sono riusciti a sopravvivere all’alternarsi delle stagioni. Sedie rovesciate, tavoli frantumati, tendaggi danneggiati sono la desolata cartolina che oggi resta del meraviglioso hotel che doveva essere ampliato con nuovi alloggi su un terreno di 250mila metri quadrati. Progetto questo osteggiato da sempre dall’amministrazione comunale di Terricciola e che invece Nocchi ha considerato fino alla fine l’ultima carta da giocare per risollevarsi dalla crisi.
I sontuosi saloni, un tempo sede di cerimonie di nozze ma anche di convention e location per la presentazione di ambiziosi progetti come quello di una scuola di canto, sono ora sommersi da polvere e distruzione.
Il 7 febbraio mattina un familiare di Nocchi ha chiesto l’intervento dei carabinieri di Terricciola. I vandali avevano danneggiato lavandini, water e altri arredi. Presi a calci o forse a bastonate, in totale disprezzo del lusso che un giorno albergava nella dimora storica. Il 9 febbraio, oltre ai carabinieri, nella villa ha avuto accesso il personale dell’istituto vendite giudiziarie di Pisa. Capire cosa è stato rotto e cosa è stato rubato sarà più difficile del previsto. A questo punto viene da chiedersi per quale ragione chi ha in custodia il bene non adotti tutti i sistemi necessari anche per preservarlo da altri saccheggi.
Difficile anche dare un prezzo (chissà magari c’è chi specula su questo...) a quegli arredi rimasti all’acqua e al vento sotto un gazebo. Quelle poltroncine ribaltate, finite in mezzo all’acqua, ai cocci di vasi andati in frantumi, sono la sintesi di anni di degrado e cattiva gestione. Un’immagine che non fa bene al territorio.
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