Il dolore
Le griffe sono contraffatte, distrutti 160.000 oggetti
Portati in discarica a Gello borse, portafogli, cinture e tessuti con i loghi falsi Erano stati sequestrati a novembre in un capannone gestito da cittadini cinesi
PONTEDERA. Dalle fabbriche fantasma, che spesso impiegano lavoratori in nero o clandestini per produrre articoli destinati al sempre più florido mercato della contraffazione, sono passati direttamente in una discarica. Niente commercio, dunque. I prodotti contraffatti questa volta non sono stati distribuiti. Nessun business.
Ieri mattina la guardia di finanza di Pontedera ha eseguito, con la collaborazione di alcuni dipendenti comunali la distruzione di oltre 160.000 articoli di abbigliamento e accessori con marchi contraffatti che erano stati sequestrati, nel novembre scorso in un capannone nella zona di La Bianca di Pontedera, dalla guardia di finanza di Bari. Insieme a stoffe e altro materiali erano stati stoccati all'interno di un capannone che era stato affittato a cittadino cinese, residente a Prato.
Borse di Dior, Chanel (alcune di ottima fattura e con tanto di certificazione falsa), Gucci, Prada e Louis Vuitton e circa 4mila 800 metri quadrati di tessuti e pellame usati per confezionare i prodotti taroccati. Alcuni di questi articoli, come alcuni modelli di borse copie di originali super vendute di Chanel, non è escluso che fossero destinati alla vendita “parallela” nei negozi, “spacciati” per articoli originali.
Tra l'altro tutta questa merce dopo il sequestro era stata al centro di un tentato furto, sventato dai carabinieri di Pontedera, che avevano arrestato tre ladri e recuperato la refurtiva, che era stata già caricata su un furgone, poi trasferita in un capannone di proprietà del Comune in via Lazio. Un furto, si disse al momento in cui venne scoperto, che probabilmente era su commissione, "ordinato" da chi aveva organizzato l'importazione dalla Cina della merce che sul mercato avrebbe garantito volumi d'affari per almeno 4milioni e mezzo di euro. Un giro enorme, collegabile ad organizzazioni criminali, tenuto conto che si tratta di capitali che sarebbero sfuggiti completamente al Fisco. Dietro questa merce quasi sempre ci sono il lavoro nero, lo sfruttamento di manodopera clandestina, oltre all'evasione fiscale.
L'operazione di sequestro degli oggetti contraffatti che sarebbero stati venduti in tutto il territorio nazionale, è stata disposta in seguito a una indagine che aveva condotto la Procura di Pisa anche se a Pontedera era arrivata (in via Giovanni XXIII) la guardia di finanza di Bari, in seguito ad un’informazione ricevuta durante un’indagine più ampia sulla contraffazione. La distruzione dei beni è stata disposta dal pm della Procura di Pisa, Giovanni Porpora.
Ieri, dunque, l’atto conclusivo di un’operazione finalizzata al contrasto della contraffazione e nel caso specifico servita ad interrompere l’importazione dalla Cina di un così grande quantitativo di merce su cui gli organizzatori del traffico avevano investito un discreto capitale, a giudicare dalla merce che era stata trovata in città. In più viaggio la merce destinata al macero è stata trasportata nella discarica gestirta da Ecofor service. Gettata tra i rifiuti e compattata con l’aiuto di pale meccaniche e ruspe.
Nel capannone di Pontedera probabilmente gli oggetti taroccati sarebbero rimasti per poco tempo, prima di essere trasferiti a Prato e di essere messi in commercio. Secondo gli inquirenti non tutto il materiale era destinato alla vendita al dettaglio lungo le strade e ai venditori ambulanti extracomunitari. Se così fosse i ricavi per chi aveva organizzato il commercio sarebbero stati maggiori.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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