Il dolore
Il parroco abolisce i cortei ai funerali e il paese si ribella
Don Aldo elimina le processioni per il troppo chiacchiericcio I cittadini non ci stanno e si scatenano sul gruppo Facebook
CALCINAIA. La comunicazione, dal titolo “Avviso sacro”, è passata di mano in mano insieme alla busta delle benedizioni durante la messa. Nove righe, firmate dal «curato», per spiegare che: «Dal mese di febbraio 2015 i funerali saranno attesi in chiesa per l’ora stabilità col sacerdote celebrante e avranno fine con la benedizione dopo la Santa Liturgia. I cortei divenuti un chiacchericcio inutile e scandaloso non saranno più presieduti dal sacerdote salvo “casi eccezionali”». A scanso di equivoci la lettera è stata affissa su tutte e tre le porte d’ingresso della chiesa del paese, la Regina Pacis.
Apriti cielo (e mai frase calzò tanto a pennello) perché nel giro di qualche ora l’avviso sacro del curato don Aldo Vietina è stato “socializzato” e pubblicato sul circolino digitale che riunisce gran parte del paese, (il gruppo Facebook “Sei di Fornacette se...”) e che ormai nelle discussioni più accese tiene testa alla storica Casa del Popolo.
Morale della favola, in poco meno di un giorno di vita su internet la scelta di don Aldo pare essersi rivelata quantomai infelice, almeno considerando il vespaio di commenti e veleni che si è trascinata dietro. «Una vera vergogna», «deve andare in pensione», «proponiamo una protesta paesana per toglierlo dalla chiesa», sono solo alcune delle reazioni che possiamo pubblicare. E tanto per non farsi mancare niente la fronda degli indignati ha pure twittato la foto «dell’avviso sacro» a Pontifex, il profilo ufficiale di papa Francesco.
Oltre all’abolizione dei cortei funebri ad insospettire i fornacettesi è stata la chiosa dell’avviso, quelle due ultime parole tra virgolette, quei “casi eccezionali” in cui il parroco ammette uno strappo alla regola per piazzarsi alla testa del corteo per la passeggiata verso il camposanto. Ecco, tra quelle virgolette diversi residenti c’hanno visto di tutto un po’ e ragioni decisamente più profane che sacre. Ma il parroco come giustifica questa nuova regola, entrata in vigore dal febbraio 2015?
«Era un’indecenza - spiega don Aldo Vietina - sembrava di essere al bar piuttosto che ad un funerale e accadeva di continuo, era un chiacchericcio continuo. Non si trattava più neanche di cortei ma di occasioni per scambiare due parole per strada. A quel punto ho alzato le mani e ho deciso che i cortei non avessero più senso. Del resto, eravamo rimasti gli unici: neanche a Pontedera e nelle parrocchie vicine si celebrano più i funerali con il corteo. Tutto qui». E i “casi eccezionali” in cui si può derogare alla nuova regola, quali sarebbero? «Mah non saprei - continua don Aldo - ci sono comunque delle situazioni in cui un’eccezione si può fare. Per esempio quando muore un giovane o una persona conosciuta».
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