Sicurezza
I robot che aiutano l’uomo ora nascono a Peccioli
PECCIOLI. Un robot che usi il laser per saldare le cornee nei trapianti. È il progetto a cui sta lavorando la Ekimed di Peccioli, insieme all’Istituto di fisica del Cnr, grazie ai 300mila euro...
PECCIOLI. Un robot che usi il laser per saldare le cornee nei trapianti. È il progetto a cui sta lavorando la Ekimed di Peccioli, insieme all’Istituto di fisica del Cnr, grazie ai 300mila euro ricevuti dalla Comunità europea nell’ambito del progetto Echord++, di cui è capofila la Scuola Sant’Anna. Una sperimentazione al centro di una operazione per far incontrare la ricerca e l’innovazione con le esigenze del mercato e che prevede la nascita a Peccioli del Robotic Innovation facilities. La Ekimed è una spin-off della Sant’Anna, così come altre 4 imprese che hanno ricevuto lo stesso finanziamento. Cinque realtà del territorio che stanno lavorando a progetti di robotica in settori come il medicale, l’agricoltura e l’industria. Il primo bando si è chiuso nell’aprile scorso col finanziamento di 16 progetti. «Non abbiamo bisogno dell’esito della ricerca scientifica – ha spiegato Bernardo Magnani di Ekimed – dobbiamo solo testare i robot che muovano il laser al posto dei chirurghi in caso di saldatura delle cornee durante un trapianto. A Peccioli effettueremo gli esperimenti, ma presto assumeremo 3 persone per la produzione delle apparecchiature. In Italia ci sono circa 10 centri che effettuano questo genere di operazioni e l’obiettivo è quello di venderne almeno uno per ogni struttura. E da lì partire nel mercato globale». Tra le aziende che hanno ottenuto i finanziamenti, 5 sono spin-off della Sant'Anna: Humanware Srl, Fabrica 136, Robotech Srl, Ekymed Srl, Fastenica Srl. Si va dalla raccolta degli asparagi, alla riabilitaziobe di arti superiori o al sostegno alla deambulzione di bambini colpiti da malattie che impediscono loro di camminare. L’esempio di Ekimed dice che la robotica è altamente applicabile alla realtà industriale. Ed è ciò che si profila la Sant’Anna con questa operazione, «far incontrare la ricerca con il mondo reale», sottolinea Paolo Dario, responsabile dell’Istituto di biorobotica della Scuola superiore pisana.
Andreas Quirici
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CON L’INTERVISTA
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