Sicurezza
Santa Croce, sit-in animalista contro il circo
Contestata la presenza del “Moira Orfei” in piazza Beini a Santa Croce sull’Arno
SANTA CROCE SULL’ARNO. Hanno sfidato il freddo gelido armati di palloncini, volantini e megafono, per dimostrare che ci si può divertire anche senza animali in gabbia. È il presidio animalista allestito il 7 febbraio pomeriggio davanti all’ingresso del circo Moira Orfei che fa tappa fino a stasera in piazza del Beini a Santa Croce. Una protesta nata dal passa parola sul web e indirizzata soprattutto contro l’amministrazione comunale che ha concesso il suolo pubblico.
A promuovere l’iniziativa, che si ripeterà anche l'8 febbraio, il santacroce Alessio Ceccanti: «Mi sono attivato appena ho visto Santa Croce tappezzata di manifesti – spiega –. Non era mai accaduto che sul nostro territorio arrivasse un circo di queste dimensioni. Altri Comuni, a differenza del nostro, hanno vietato l’attendamento applicando il regolamento nazionale sulla detenzione degli animali esotici. Regolamento che non viene rispettato dal 90% dei circhi italiani. Facciamo quindi un appello all’amministrazione, affinché anche Santa Croce, d’ora in avanti, faccia rispettare le regole».
Un’altra ragazza, però, taglia corto: «Non è un fatto di regolamenti – interviene –. Semplicemente gli animali nei circhi non ci devono stare». Sotto accusa gabbie, recinzioni, maltrattamenti, più in generale ogni forma di cattività, costrizione o sofferenza imposta dall’uomo. Mentre arrivano le prime famiglie con i bambini per mano, infatti, uno dei ragazzi si attacca al megafono: «Non portate i vostri figli – ripete –. Non insegnate loro che la sofferenza è bella».
Qualcuno del circo, intanto, invita gli attivisti del presidio (una dozzina in tutto) a stare più lontani dalle casse: «Qui non vi ci voglio vedere» dice, mentre un pattuglia dei carabinieri controlla da pochi metri. «Non si pensa mai allo stress fortissimo, anche psicologico, a cui gli animali dei circhi sono sottoposti quotidianamente», riprende una ragazza, Carmen Luciano, che racconta di aver scritto al sindaco: «Ma non ho mai ricevuto risposta».
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