La manifestazione
Gli studenti: «Non ci è piaciuto il modo»
I rappresentanti del liceo XXV Aprile concordano sull’esigenza della vigilanza ma non tra i banchi
PONTEDERA. E loro, i diretti interessati, gli studenti, come l’hanno presa la mattinata all’insegna dei controlli antidroga in classe? «Siamo d’accordo che l’istituto scolastico sia un luogo da proteggere e da mettere in sicurezza – spiegano i rappresentanti d’istituto del liceo XXV Aprile – i problemi ci sono e non possiamo negarlo. Quello che ci ha lasciati perplessi è il modus operandi, il fatto che gli agenti siano entrati in classe ed abbiano perquisito alcuni studenti».
«Diversi ragazzi - dicono ancora i rappresentanti del XXV Aprile - sono rimasti turbati e impauriti dopo i controlli di venerdì. Ad altri è stato chiesto di fare delle flessioni a terra per vedere se addosso nascondessero qualcosa. In qualche caso, dei compagni sono stati accompagnati a casa dove sono proseguiti i controlli».
In sintesi, gli studenti apprezzano il fatto che le forze dell’ordine controllino e vigilino sul villaggio scolastico che, per la sua grandezza rischia di diventare l’alcova della microcriminalità; dall’altra parte però non si sentono a loro agio quando viene “violato” lo spazio dell’aula.
La soluzione potrebbe stare nel mezzo. «Siamo convinti - chiudono i rappresentanti d’istituto del XXV Aprile - che sia molto più utile intraprendere una campagna di prevenzione e formazione con dei confronti in classe con la polizia. Insomma, aprire ad un dialogo e ad un confronto che riescano a sensibilizzare chi, tra di noi, si sia fatto trascinare in un mondo che porta solo a rischi e problemi». (r.b.)
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