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Galileo Chini, il “ritorno” della Crocifissione e un convegno

Galileo Chini, il “ritorno” della Crocifissione e un convegno

CASTELFIORENTINO. Un pomeriggio interamente dedicato a un artista di levatura internazionale e alla riscoperta di tesori dimenticati, custoditi con cura da una delle famiglie storiche di...

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CASTELFIORENTINO. Un pomeriggio interamente dedicato a un artista di levatura internazionale e alla riscoperta di tesori dimenticati, custoditi con cura da una delle famiglie storiche di Castelfiorentino.

E' questo il leitmotiv dell'iniziativa promossa dalla Società Storica della Valdelsa, che ha organizzato una visita e un convegno interamente dedicati alla figura di Galileo Chini (1873-1956) uno dei maggiori protagonisti dell'avanguardia artistica tra Ottocento e Novecento, la cui attività spazia dal restauro alla produzione di ceramiche, dalla decorazione alla pittura.

Il primo appuntamento in programma è la visita alla Cappella Brandini (Cimitero Comunale di Castelfiorentino, ore 15.30) che ospita uno dei capolavori di Galileo Chini: la Crocifissione, realizzata dall'artista ai primi del Novecento, periodo in cui fu portata a termine la decorazione della cappella, riscoperta in anni recenti dalla studiosa Litta Medri. L'opera, restaurata per volere della famiglia Brandini, sarà inaugurata dal sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni..Dopo, è previsto un convegno al Museo Benozzo Gozzoli (ore 17), introdotto dall'assessore alla cultura, Claudia Centi, relazioni di Roberto Brandini , Paola Polidori Chini, nipote dell'artista, Piero Pacini e Massimo Tosi. Conclusioni del presidente della Società Storica della Valdelsa, Fabio Dei.

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