Il Tirreno

Pontedera

Chiudono gli uffici, trenta chilometri per una lettera

di Rino Bucci
L'ufficio postale di Ponteginori
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L'ufficio postale di Ponteginori

Taglio choc: dei tre sportelli postali di Montecatini non ne rimarrà neppure uno aperto tutti i giorni

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI VAL DI CECINA. Quaranta minuti di viaggio e poco meno di trenta chilometri per spedire una raccomandata. L’invio di una lettera, si può trasformare in un viaggio della speranza, soprattutto per chi abita a più di sei chilometri di curve dalla vita, per dirla con un cantante.

La scure della spending review si fa più crudele in Alta val di Cecina e soprattutto nel territorio di Montecatini dove gli spazi sono più dilatati, dove le città sono lontane e la popolazione un po’ più anziana ha difficoltà a spostarsi e magari poca dimestichezza con il computer. Qui, i tagli agli uffici postali si sono materializzati con una lettera al sindaco Sandro Cerri (arrivata il 5 febbraio) dove si spiegava che su tre sportelli attivi verrà chiuso quello centrale, a Ponteginori che era uno snodo importante anche sulla direttrice Cecina-Volterra e serviva non solo residenti. L’altra brutta notizia riguarda invece l’ufficio a Montecatini in piazza Schneider che vedrà aperto per tre giorni alla settimana con due giorni di chiusura consecutiva (martedì, venerdì e sabato aperto).

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Alla fine della fiera, nel territorio di Montecatini val di Cecina, il quarto della provincia (su 37 amministrazioni) per grandezza (oltre 154 chilometri quadrati) resterà attivo solo lo sportello in piazza Schneider aperto per tre giorni alla settimana e quello alla Sassa, in via Marco Polo che già da tempo lavora solo su due giorni alla settimana.

Le conseguenze sono ben presto intuibili: per spedire una lettera si dovrà aspettare l’apertura dell’ufficio del paese o prendere l’automobile e viaggiare per quaranta minuti. Chi abita a Ponteginori, invece, si metta l’anima in pace perché comunque sia si dovrà muovere verso la Sassa o Montecatini val di Cecina. Una riorganizzazione definita dai sindacati e dalla componente politica (maggioranze e opposizione) definita «sciagurata».

LA MAPPA - LE CHIUSURE E LE RIDUZIONI AGLI UFFICI POSTALI IN PROVINCIA DI PISA

L’unica spiegazione possibile si può rintracciare solo nei dati demografici della città che poi si sono riverberati nello studio di Agicom che ha dato il via alla scure. A monte ci sarebbe solo un calcolo: a Montecatini la densità di abitanti per chilometro quadrato è la più bassa della provincia. Sono solo dodici i residenti per ogni mille metri quadrati.

«Non ci sono parole per commentare una decisione di questo genere, è giunta inaspettata, ha dell’incredibile e non può assolutamente essere accettata. Su tre uffici postali presenti sul nostro vastissimo territorio comunale, non ne rimane neppure uno aperto regolarmente», commenta il primo cittadino Sandro Cerri. Che per i prossimi giorni promette battaglia per evitare l’interruzione del servizio all’utenza.

Promettono battaglia le organizzazioni sindacali. «Le chiamano razionalizzazioni ma si può tranquillamente tradurre in “nuovi tagli nei servizi pubblici” con l’aggravante di essere perpetuati in zone e località già fortemente penalizzate. Come sindacato siamo Failp Cisal siamo intenzionati a vendere cara la pelle e proponiamo a tutte le organizzazioni sindacali di dare vita ad una “rete” fatta principalmente con le amministrazioni vomunali interessate, comitati di cittadini, associazioni e tutti quanti operano nel sociale in genere. Se non sarà così – l’esperienza ci insegna - abbiamo già perso in partenza», scrive Marcello Biasci segretario provinciale della Failp Cisal Pisa.

IL POST DEL SINDACO DI VICOPISANO (due uffici chiusi)


 

 

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