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Gli interessi? Li abbattono il Comune e le banche

Gli interessi? Li abbattono il Comune e le banche

Un accordo per mettere a disposizione di piccole e medie imprese 900.000 euro e favorire la ripresa economica: il tasso verrà decurtato del 2,5 per cento

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PONTEDERA. Abbattimento del 2,5% dei tassi d'interesse sui prestiti che le aziende di Pontedera otterranno da Cassa di rispatmio di Sam Miniato, Banca di credito cooperativo di Pisa e Fornacette, Banca popolare di Lajatico, Credito Valdinievole e Cassa di risparmio di Volterra che metteranno a disposizione delle piccole e medie realtà imprenditoriali 900mila euro.

È la proposta del Comune per provare a dare respiro all'economia locale, anche se l'anno scorso la stessa iniziativa aveva raccolto pochissime adesioni.

Si calcola che se si arrivasse all'esaurimento del plafond messo a disposizione dagli istituti di credito, l'amministrazione comunale spenderebbe poco più di 20mila euro. Ma nel 2014 si è arrivati a 10mila euro scarsi.

«Se la ripresa sta cominciando, in Valdera non si vede ancora - ha spiegato l'assessore comunale al bilancio, Marco Papiani che insieme al vice sindaco Angela Pirri ha presentato questo progetto - Da parte nostra sappiamo che abbassare i tassi d'interesse è un elemento importante, ma che non basta. Per questo stiamo avendo contatti con realtà industriali legate al mondo delle tecnologie per farle insediare sul nostro territorio, anche con sconti sull'Imu e agevolazioni varie, sfruttando la presenza di Pontech, Pontlab e il Polo Sant'Anna Valdera».

Bocche cucite sul nome delle aziende che stanno parlando con l'amministrazione comunale.

«I contatti sono reali - ha aggiunto Pirri - e nutriamo la speranza di poter annunciare la notizia a breve, dando una risposta occupazionale positiva al territorio in tempi rapidi».

In attesa delle comunicazioni ufficiali, le aziende pontederesi potranno chiedere prestitit per un massimo di 30mila euro cadauno ottenendo lo sconto del 2,5% sugli interessi calcolati sulla somma del tasso Euribor e dello spread.

E proprio a proposito di quest'ultimo elemento, l'accordo tra le banche e il Comune prevede tre scaglioni, in base ai giudizi che gli istituti bancari daranno sulle aziende che chiederanno i prestiti. In caso di rating "ottimo" si accorderà uno spread del 3%, per rating "ottimo" il 3,5% e rating "scarso" il 4%.

Tra le motivazioni per cui richiedere il prestito c'è la ristrutturazione edilizia, l'abbattimento delle barriere architettoniche, l'adeguamento degli impianti, l'acquisto dei macchinari o di beni immobili per aperture di nuove attività, le spese per la promozione dei propri prodotti o quelle per la costituzione di cooperative per favorire l'attività di consociati.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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