Il dolore
Una mosca nel cibo della mensa a scuola
È successo lunedì alla scuola elementare di Latignano: è una delle numerose segnalazioni dei genitori dei piccoli alunni. Proteste anche per i piatti che arrivano in ritardo e freddi
CASCINA. Una mosca morta nella pastasciutta per far traboccare, in questo caso, il piatto. È quanto è successo lunedì alla scuola elementare di Latignano, dopo numerose segnalazione da parte dei genitori, compreso un babbo che ha scritto al sindaco di Cascina, sulla sua pagina Facebook, segnalando l'arrivo dei pasti in ritardo e, quindi, freddi. La presenza della mosca nel piatto è stata segnalata dalla dirigenza scolastica e dal Comune all'Asl che avvierà una indagine, come confermato dallo stesso sindaco. Sotto esame finiranno le cucine di Gustolandia, società che serve mille pasti al giorno per tutte le scuole del Cascinese. «Siamo a conoscenza del ritrovamento – spiega Antonelli – e cercheremo di capire come può essere successo un fatto simile. Certo è che il servizio di ristorazione delle mense scolastiche deve essere ineccepibile, anche se Gustolandia ha una buonissima organizzazione e possiede qualificate certificazioni. Fin qui siamo soddisfatti del servizio ricevuto, ma dovremo necessariamente migliorare alla luce degli ultimi sviluppi». Martedì, intanto, si riunirà la commissione mense scolastiche del Comune, di cui fa parte anche Catia Ciarchini, espressione della stessa scuola di Latignano. «Parleremo della mosca ritrovata nel piatto – sottolinea la mamma – ma anche del fatto che da un anno viene somministrata acqua del rubinetto ai bambini e non quella minerale. Dicono che è buona e che la scelta è stata fatta per risparmiare sulla plastica delle bottiglie. Sarà anche vero, ma intanto nessuno ha chiesto il consensl ai genitori e, soprattutto, la retta per la mensa non è stata abbassata di un centesimo. Per quanto riguarda i pasti forniti da Gustolandia, credo che il problema vero sia dovuto alla necessità di spendere poco per questo servizio e alla scelta di centralizzare le cucine. In questa maniera si risparmia, ma si tiene poco conto delle necessità alimentari dei bambini. Molti di loro, infatti, mangiano poco perché non sempre gradiscono quello che viene portato loro. Con una cucina interna probabilmente questo si eviterebbe».
Andreas Quirici
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