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Pontedera

Volterra, un tavolo in Regione per discutere le sorti di Atisale

di Rino Bucci
La sede della Locatelli a Saline di Volterra
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La sede della Locatelli a Saline di Volterra

La società ha in mano le concessioni per estrarre a Saline. A Margherita di Savoia ha chiesto il concordato preventivo

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SALINE DI VOLTERRA. La questione è abbastanza delicata anche perché in gioco ci sono le concessioni per le estrazioni dalla salina. Ma la posta in gioco è ben più ampia perché, come spiega il sindaco di Volterra Marco Buselli «se ci vanno di mezzo le concessioni crolla pure il castello». Un castello all’interno del quale c’è l’accordo con Solvay per il progetto Idro-s (posticipato a questa estate dalla Regione), le estrazioni del salgemma e le ricadute occupazionali.

La notiza è arrivata a fine gennaio dalla Puglia: l’Atisale, la società che ha in mano le concessioni per Saline di Volterra e che gestisce direttamente un impianto a Margherita di Savoia sta percorrendo la strada del concordato preventivo. Un sentiero in salita, intrapreso per evitare il fallimento. A rischio ci sono circa 120 lavoratori in Puglia ma le ricadute potrebbero riverberarsi fino in Toscana, a Saline di Volterra.

Per questo motivo il 2 febbraio  il sindaco di Volterra Marco Buselli aveva chiesto un incontro urgente alla Regione Toscana dopo un confronto con i vertici aziendali. Un appello che è stato immediatamente recepito dall’assessorato regionale alle attività produttive. Stamani, infatti, la delegazione volterranna (insieme ai rappresentanti della provincia di Pisa) si riunirà con l’assessore regionale Gianfraco Simoncini e i vertici di Atisale.

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«Abbiamo ritenuto giusto - spiega l'assessore Simoncini - dare subito una risposta alla richiesta del sindaco che aveva sollecitato un faccia a faccia. Sarà possibile tornare a fare il punto su una vicenda i cui sviluppi la Regione sta seguendo da tempo».

Su Saline di Volterra, va detto, sembra non ci siano ricadute occupazionali all’orizzonte (sono pochi meno di 50 i dipendenti) anche perché la produzione di Atisale è stata rilevata nel 2013 dalla Locatelli di Bergamo e all’azienda guidata dai siciliani D’Alì Staiti è rimasta una partecipazione marginale. Però, ha in mano le concessioni per estrarre il sale. E da qui nascono tutte le preoccupazioni che potrebbe trascinarsi dietro una crisi finanziaria importante.

Un’altra questione riguarda, invece, la sicurezza sullo stabilimento. «Si tratta di un punto sul quale vogliamo confrontarci davanti all’assessorato regionale - spiega il sindaco Buselli - perché merita di essere approfondito».

L’ultimo incidente sul lavoro si verificò ad agosto quando Dzevdet Ferati, macedone di 42 anni, fu trovato morto accanto al suo martello pneumatico. Sulle sorti di Atisale e dei suoi stabilimenti è stata aperto un tavolo a Roma con i vertici sindacali nazionali.

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