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Volterra, rifiuti stoccati non regolarmente all'isola ecologica
Ecco i risultati dei controlli effettuati dai tecnici di Arpat a gennaio 2015. Nell'area sono stati trovati anche pile esauste e medicinali
VOLTERRA. Lo stoccaggio dei rifiuti nell'isola ecologica alle ex Fornaci di Volterra era stato oggetto di un'interrogazione promossa dal Volterra Futura dove si riferiva anche di un'ispezione da parte di Arpat nella struttura di recente riqualificata.
Il 3 febbraio dalla stessa Arpat arrivano i risultati dei controlli effettuati nell'area il 15 gennaio. «Tale impianto è gestito dallo stesso Comune, che aveva approvato il progetto definitivo di realizzazione del Centro con delibera di Consiglio (n. 77/2012), essendo già esistente un'isola ecologica, nello stesso sito. Con delibera n. 20/2010, lo stesso Consiglio aveva approvato i lavori di trasformazione dell'isola ecologica in Centro di raccolta», scrivono da Arpat.
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«Nel corso del controllo, è stato accertato che il Centro di raccolta è costituto da un'area cementata opportunamente recintata, dotata di cancello meccanico e di sistema di raccolta delle acque piovane, recapitanti ad un impianto di trattamento. Una piccola porzione dell'area cementata risultava coperta da una tettoia. In realtà la gestione dei rifiuti è risultata estesa ad una superficie maggiore di quella autorizzata per la presenza di rifiuti in altre due zone adiacenti: area confinante col Centro di raccolta, locali di deposito dismessi della vecchia fornace, e nell'area di parcheggio degli autoveicoli comunali», continua la relazione.
Inoltre: «Sono risultati presenti notevoli quantitativi di rifiuti, tenuti in cataste o cassoni in cattivo stato di conservazione e tenuti all'aperto, oltre a pile esauste e medicinali; a ciò si aggiunge l'assenza di cartellonistica indicante la tipologia di rifiuti ed il relativo codice identificativo».
Infine: «Da quanto emerso dai rilievi fotografici, effettuati dopo due settimane dal sopralluogo Arpat, dal Comune e dalla documentazione pervenuta, si evidenzia che lo stesso si è attivato nei giorni successivi smaltendo buona parte dei rifiuti per liberare le aree occupate e non autorizzate».
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