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«Vicini al primo pareggio di bilancio in dieci anni»

«Vicini al primo pareggio di bilancio in dieci anni»

Michelangelo Betti, al vertice del Cda, risponde punto per punto alle accuse «L’unica anomalia è lo stipendio annuale del direttore tecnico»

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CASCINA. Il presidente del consiglio d’amministrazione del teatro, Michelangelo Betti, al qualche chiediamo di rispondere alle accuse rivolte all’attuale gestione, non nasconde di pensare che «le vicende del teatro sono state lette e presentate in maniera maldicente». Betti fa il punto della situazione: «Certi giudizi e valutazioni puntano soprattutto a spargere fango per distogliere l'attenzione dai temi fondamentali e fermare l'opera di risanamento impostata in questi mesi. Il Cda si impegna a titolo gratuito e fa le scelte che ritiene più giuste per la il mantenimento dell'attività della Fondazione, senza dar peso alle chiacchiere. In tre anni di mandato non c'è stata una sola assunzione a tempo indeterminato, dato che ci è parso che l'organico fosse già ampiamente completo».

Poi viene alle risposte punto per punto: «Fabrizio Cassanelli ha fondato il teatro insieme a Sandro Garzella ed era assunto a tempo indeterminato. Nel momento del cambio di direzione ha ritenuto che Garzella mettesse se stesso davanti al futuro del teatro e si sono allontanati. Alcuni mesi dopo l'abbandono di Garzella ha proposto il proprio pensionamento, chiedendo di poter proseguire a collaborare con il teatro. Abbiamo trovato un accordo che ha portato a un dimezzamento dei costi per il teatro (si risparmiano circa 20mila euro e Cassanelli si guadagna il proprio compenso fino in fondo)».

Letizia Pardi è un'attrice, assunta dalla Fondazione con contratto a tempo indeterminato e anche lei è tra le fondatrici del teatro. «Recita, cura regie e scrive o rivede testi drammaturgici, nessun pensionamento, come qualcuno vorrebbe», spiega Betti.

Nina Quilici è la moglie di Garzella ed è anche lei tra i fondatori del teatro. «Era assunta con contratto a tempo indeterminato. Ha proposto il proprio pensionamento, chiedendo di poter continuare a lavorare per il teatro con un part-time. Abbiamo chiuso la trattativa con la firma di un contratto a termine con 25 ore a settimana. Il suo pensionamento ha portato un risparmio di oltre 10mila euro».

Giorgio Sanfilippo è ritornato a fare il direttore amministrativo a maggio 2014, dopo 13 anni di impegno con altre aziende private. «Nel 2001 se n'era andato perché non era più convinto di come venivano gestite le cose e le perdite registrate nei bilanci dopo il suo abbandono gli danno ragione. È tornato rimettendoci a livello economico: nel 2014 ha lavorato per otto mesi a duemila euro lordi al mese con un contratto di collaborazione. Era stata richiesta una presenza part-time, non sarebbe bastata e Giorgio ha lavorato a tempo pieno e oltre», è la puntuale risposta del presidente del teatro.

«Visti i risultati raggiunti col bilancio 2014 (aspettiamo gli ultimi conti, ma dovremmo aver raggiunto il primo pareggio da oltre 10 anni a questa parte), gli è stato rinnovato il contratto, portando il compenso ai livelli della precedente direzione amministrativa (circa tremila euro lordi al mese). Il compenso più basso tra i direttori amministrativi di teatri delle nostre dimensioni».

Mundino Macis: «Ci ho parlato due-tre volte. So che è l'ex direttore tecnico del teatro. Ogni tanto viene a vedere gli spettacoli e, se gli viene chiesto, dà i suoi pareri sui temi di cui è competente. Come li darebbe una qualsiasi altra persona. Non ci sono contratti attivi, né in via di attivazione», questo per smentire certe illazioni.

Giuliano De Martini è il direttore tecnico del teatro, l’unico dei tre dipendenti che rischiano il posto al quale è stato chiesto di restare con un diverso contratto di collaborazione: «In un teatro con stipendi dirigenziali piuttosto bassi rappresenta l'unica eccezione: il costo aziendale della sua posizione è di 57mila euro annui, oltre 10mila euro in più della direzione artistica. Si tratta di caso unico in tutta Italia e forse anche a livello mondiale. Posso dirlo serenamente e nessuno potrà smentirmi». Di questo punto Betti si dice particolarmente convinto.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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