Finanza
Pontedera, per sei mesi la dialisi va nel container
Viaggio nel modulo componibile noleggiato dall’Asl 5. I pazienti: «Bella struttura ma aspettiamo ancora il nuovo reparto»
PONTEDERA. Sette postazioni letto, di cui sei con il televisore. E poi, i servizi, gli uffici per le accettazioni e una sala dedicata al trattamento dell’acqua utilizzata nel processo di osmosi. Il tutto spalmato su di un servizio che praticamente si ferma solo durante la notte.
Il reparto mobile per l’emodialisi è entrato in funzione il 19 gennaio. Se ne sarà accorto chi si è ritrovato a passeggiare davanti agli uffici della direzione aziendale dell’Asl 5, in via Roma. È un primo passo rispetto alla richieste del comitato dei pazienti e alle esigenze della stessa Asl 5 per far fronte ai disservizi e al malcontento che si trascinava dietro da anni il vecchio reparto dell’ospedale Lotti nel padiglione C.
Il viaggio. La struttura mobile è stata realizzata da una ditta di Milano dopo un sopralluogo da parte di una delegazione medica e dei pazienti che ha visionato il container in Lombardia. Il costo dell’operazione sfiora i 100mila euro. Circa la metà riguardano il montaggio e il noleggio, il resto l’assistenza. Nel reparto i trattamenti andranno avanti per circa sei mesi, in attesa che finisca la messa in sicurezza del vecchio reparto.
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All’interno della dialisi modulare, in questi giorni, è un via vai di infermieri e addetti al trattamento. «La più grande soddisfazione - spiega il caposala Emiliano Carlotti - è quella di essere riusciti a traslocare da un giorno all’altro senza compromettere un servizio che, per forza di cose, non può essere interrotto». Anche perché ogni giorno all’emodialisi arrivano circa 70 pazienti (altri 14 sono all’ospedale di Volterra, ndr) che poi sono suddivisi in tre turni di lavoro. «Entriamo a regime alle sette di mattina - spiega Carlotti - e finiamo verso l’una di notte».
Un lavoro reso possibile grazie all’impegno di venti infermieri. «In questi giorni - continua il responsabile - siamo un po’ sottosopra perché i magazzini restano ancora dove era il vecchio reparto poi ci sono altri letti in Medicina 2 e questi sette nel modulo componibile. Insomma ci dobbiamo spostare di continuo ma l’utenza è soddisfatta del servizio». La struttura temporanea si estende per circa 220 metri quadrati. «Per recuperare altri spazi abbiamo utilizzato anche un prefabbricato (installato a fianco della dialisi mobile, ndr) che un tempo veniva montato con l’arrivo del camion per la risonanza magnetica mobile». Il box serve come ufficio referti e per l’accettazione dei pazienti in arrivo.
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L’utenza. La nuova dialisi era stata invocata a più riprese dai pazienti (e dai loro familiari) che ogni giorno si devono sottoporre a trattamento. Negli ultimi anni, infatti, c’erano state diverse richieste avanzate all’azienda per ottenere spazi adeguati e a norma. Un anno fa furono anche diramate delle foto in cui si vedevano muffe, crepe ed infiltrazioni alle pareti.
«Il nuovo reparto modulare è nuovo e sta funzionando a dovere - spiegano dal comitato dei pazienti dializzati - ma l’importante è che si capisca che stiamo parlando di una soluzione temporanea. Il nostro obiettivo, infatti, è che a breve inizino i lavori al padiglione C e che le strutture vengano messe a norma una volta per tutte. In questo momento, almeno ci stiamo sottoponendo alle terapie in un ambiente sicuro, a norma, e che abbiamo sollecitato e scelto insieme all’azienda sanitaria. Se proprio ci sono dei problemi quelli sono legati al personale che è costretto a spostarsi su tre reparti».
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Il futuro. Ma c’è un punto fermo: «Vogliamo che venga realizzato il reparto unico negli spazi della Medicina 2 e che al momento ospitano già alcuni letti - spiegano dal comitato dei dializzati - c’è un progetto che la Regione ha promesso di finanziare da anni».
Al momento, però, non è prevista la gara d’appalto. Dall’azienda sanitaria confermano solo che inizieranno, a giorni, i lavori di adeguamento degli impianti della dialisi nel vecchio reparto del padiglione C. Lavori che dovrebbero andare avanti per 180 giorni. Una volta terminanti le postazioni saranno trasferite nelle vecchie stanze al piano terra e la struttura modulare sarà smontata.
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