Il Tirreno

Pontedera

L’Unione dei Comuni resta un’idea incompiuta

Il progetto che un anno fa infiammava i consigli degli enti locali non decolla E l’ex sindaco di Castelfranco Turini su Facebook chiede spiegazioni

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SANTA CROCE. Se andiamo su Google e scriviamo “Unione dei Comuni Valdarno Inferiore” scopriamo che esiste anche una pagina Wikipedia. Ma è una pagina bianca. Senza contenuti. Ed è questa forse l’immagine esemplare della situazione di stallo che da mesi sembra aver impantanato il progetto dell’Unione. Progetto che un anno fa, proprio di questi tempi, infiammava i consigli comunali, con la volontà delle maggioranze Pd di fissare un punto fermo prima della contesa elettorale.

Lo Statuto, del resto, c’è ed è stato approvato. Mancano adesso i contenuti, ovvero decidere quali sono le funzioni da unificare per prime ed eleggere i 20 consiglieri comunali chiamati a sedersi nel Consiglio dell’Unione. Obiettivi che nel mese di agosto l’allora segretario di zona del Pd, Massimo Baldacci, aveva annunciato (e auspicato) di poter chiudere entro ottobre. Da allora il vuoto. Della questione è tornato a parlare pochi giorni fa il neosegretario del Pd di San Miniato Francesco Lupi, cui ha fatto seguito un appello-provocazione lanciato su Facebook dall’ex sindaco di Castelfranco e capogruppo consiliare Graziano Turini. «Ma questa Unione dei Comuni - esordisce Turini - si fa o non si fa? Cosa c’è che manca ancora? Facciamola partire alla svelta, altrimenti, cari sindaci, fate una pessima figura e con voi tutti i consigli comunali». E prosegue: «La mia impressione è che non ci crediate sino in fondo. E se deve nascere sulla base di accordicchi di campanile meglio non farla e cambiare progetto. Basterebbe imparare dagli errori di chi l’ha già fatta invece di riprodurli». Una posizione, precisa l’ex assessore provinciale, puramente personale. «Non ho motivo di pensare che i sindaci non stiano facendo ciò che devono - spiega - ma allo stesso tempo non mi risulta ci siano dei problemi particolari. Ed è questo che non capisco. Non vorrei che in questa fase stessero emergendo piccole incomprensioni o rivendicazioni di ordine campanilistico; se è così meglio fermare tutto, fare una riflessione e ripartire. Se invece non è così allora che si sbrighino, perché le sfide del futuro non si affrontano restando chiusi nel proprio comune a far quadrare il proprio bilancio».

Da qui la controproposta di Turini che suggerisce, «prima di restare ancora nel limbo», di abbandonare il progetto Unione e cominciare a ragionare da subito di una vera e propria fusione, «magari fra Castelfranco e Santa Croce, tanto per cominciare». «In un momento di razionalizzazione istituzionale - afferma - l’Unione ha senso soltanto in vista di una futura fusione. E allora perché non partire dai due Comuni più omogenei tra loro?».

Giacomo Pelfer

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