Il Tirreno

Pontedera

Inchiesta sul latte, i pediatri sono tornati tutti al lavoro

di Sabrina Chiellini
Inchiesta sul latte, i pediatri sono tornati tutti al lavoro

Per il primo giorno di ambulatorio il dottor Maurizio Petri trova le mamme dei suoi piccoli pazienti a fargli festa: «Questa gente mi vuol bene»

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PONTEDERA. Da ieri sono tornati al lavoro gli ultimi tre pediatri, rimasti coinvolti con altri colleghi nell’inchiesta sul latte in polvere, del 21 novembre scorso, e che ancora non avevano potuto riprendere l’esercizio della professione in quanto il Gip di Pisa quando aveva revocato loro gli arresti domiciliari aveva confermato la sospensione dal servizio per sei mesi. Ora il tribunale del riesame di Firenze ha infatti accolto la revoca della sospensione dal servizio presentata dagli avvocati dei medici Maurizio Petri, di Pisa, con ambulatorio a Navacchio e Claudio Ghionzoli, anche lui residente a Pisa ma con ambulatorio a Cascina, entrambi pediatri di libera scelta, convenzionati con l’Asl 5 di Pisa. C’è la revoca della sospensione dal servizio anche per Gian Piero Cassano, di Viareggio anche lui accusato di corruzione, in seguito alle indagini dei carabinieri del Nas di Livorno e della Procura di Pisa - tuttora aperta - per lo scandalo del latte in polvere consigliato con una certa facilità, secondo le accuse, al posto del latte materno. L’ordinanza era stata notificata nei giorni scorsi agli interessati e successivamente anche alle Asl che dovevano provvedere al loro reintegro al lavoro, interrompendo la collaborazione con i medici che li hanno sostituiti in questi mesi.

Per il dottor Petri le mamme di alcuni bambini seguiti dal pediatra hanno organizzato, ieri alle 15, nell’ambulatorio di via Tosco Romagnola, un’accoglienza speciale. Un cartellone colorato e tanti sorrisi. Abbracci non senza una certa commozione. «Siamo sempre state certe della tua innocenza», lo hanno accolto un gruppetto di madri che in queste settimane non hanno mai mancato di fargli sentire la loro vicinanza. «È davvero la fine di un incubo», è stato il primo approccio del medico, arrivato sorridente davanti al suo ambulatorio. Dove, tra l’altro, ironia della sorte, c’era anche un informatore medico che aspettava di essere ricevuto negli studi medici.

«Non sono stati momenti facili, ve lo posso assicurare – ha aggiunto il professionista – ma sono contento di poter riprendere l’attività e credo che alla fine dimostreremo come sono andate le cose realmente». Le prime parole di Petri sono di ringraziamento alle mamme che non hanno mai smesso di confermargli la loro fiducia. «Ci sono persone che mi vogliono bene...». Petri accetta anche di parlare dei regali di cui lui e altri pediatri hanno usufruito, i famosi buoni per viaggi premio pagati da aziende che commercializzano latte in polvere. «Sono iniziative che sono state prese in maniera unilaterale – ha aggiunto – non erano frutto di alcun accordo tra il medico, tra me o l’informatore medico. In cambio non ci è mai stato chiesto niente. Ricordo ancora la mattina in cui sono arrivati i carabinieri e mi hanno chiesto di nominare un avvocato. In 65 anni ho conosciuto tanti idraulici o muratori ma non avevo idea di quale fosse un avvocato da chiamare». Petri, come gli altri pediatri indagati, è tornato a rammaricarsi dell’impatto mediatico della vicenda. «Però non ho mai pensato di andare in pensione – ha aggiunto – e sono felice di tornare al lavoro e di continuare a curare i bambini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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