Sicurezza
Il giorno dell’anniversario tornano i brividi
Un anno fa il crollo delle mura, ieri i vigili del fuoco sono tornati in piazza dei Fornelli per i disagi causati dal maltempo
VOLTERRA. Anniversario del crollo delle mura medievali con i vigili del fuoco di nuovo in piazzetta dei Fornelli. «Anche non volendo, il maltempo ci obbliga a ricordare quella notte», dice Lisa Del Colombo, la proprietaria del negozio di parrucchiera tornata da poco a lavorare nel fondo di via Lungo le mura. Per lei, come per ogni abitante della zona, ma anche per tutti i volterrani, non può essere un giorno come un altro. Nella mente ancora quel rumore «come di un trolley enorme che passa su delle tavole molto instabili» avvertito alle 23,30 del 30 gennaio 2014. Un anno dalla ferita di Volterra rimarginata in tempo record, ma impossibile da dimentica.
La paura e la ripresa. «Quel giorno è ancora vivo – riprende Del Colombo – Anche perché proprio nel giorno dell’anniversario piazza dei Fornelli è stata colpita da raffiche di vento fortissime che hanno fatto cadere la targa della toponomastica e reso pericolanti alcune tegole delle case della zona. Ma quel giorno di un anno fa ricordo che ero in vacanza in montagna quando ricevetti la telefonata delle mie dipendenti la mattina dopo il crollo. Appena arrivai ebbi paura di aver perso tutto. Caddi nello sconforto più totale, ma la vicinanza di tutti è stata fondamentale per ripartire. Nessuno si sarebbe immaginato di poter tornare a lavorare o abitare negli edifici minacciati dal crollo. Il ripristino è avvenuto davvero in tempi record e questo va riconosciuto e sottolineato». Il sostegno non è arrivato solo dai volterrani, ma da tante altre popolazioni. Raccolte di fondi, iniziative di solidarietà e movimenti di uomini di cultura, anche stranieri, si sono materializzati per non lasciare Volterra da sola, rendendo bene l’idea di quanto è amata la Città etrusca in Italia e nel mondo
Scena impressionante. E qui, inevitabilmente entra in campo l’amministrazione comunale col sindaco Marco Buselli presente fin dai primi momenti. «Che nottata – dice – Venni chiamato dai vigili del fuoco mentre stavo effettuando controlli sui corsi d’acqua. E una volta giunto sul posto fu un colpo al cuore. Considerando anche che le condizioni ambientali erano pessime. Eravamo completamente al buio, con la pioggia battente e la paura che nel crollo fossero state coinvolte persone o che un masso fosse caduto nella strada sottostante. Senza pensare che non sapevamo se il palazzo fosse a sua volta a rischio crollo. E il giorno dopo fu ancora peggio, perché vedere lo strapiombo con le macerie cadute verso il basso fu davvero impressionante». Tra le 12 famiglie evacuate anche Carlo Bigazzi, proprietario del Caffè dei Fornelli, che nel momento del crollo era in casa. «Non dimenticherò mai quel rumore sordo – sottolinea – E rivivere quella giornata con vento e pioggia non ci ha aiutati. La ferita è rimarginata, ma nella testa è ancora molto viva». Ma per rimarginare la ferita, aggravata anche dal crollo dello Sperone in piazza Martiri della Libertà il 3 marzo, è però emersa anche l’identità dei volterrani. «Abbiamo reagito da vera comunità – riprende Buselli – con uno spirito eccezionale. Il primo anniversario non sarà né una festa, né una commemorazione. Sarà semplicemente un momento per ricordare un episodio drammatico per la nostra città che ha, però, saputo superare e ripartire».
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