Il Tirreno

Pontedera

Fu eletto 60 anni fa La consacrazione al quarto scrutinio

Il 29 aprile di quest’anno sarà il sessantesimo anniversario della sua elezione a presidente della Repubblica. Giovanni Gronchi aveva 68 anni: era nato il 10 settembre del 1887. A Pontedera, in una...

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Il 29 aprile di quest’anno sarà il sessantesimo anniversario della sua elezione a presidente della Repubblica. Giovanni Gronchi aveva 68 anni: era nato il 10 settembre del 1887. A Pontedera, in una casa di via Primo Maggio, a due passi da piazza Cavour e da Palazzo Stefanelli, sede del Comune. Da giovanissimo diventò un attivo membro del circolo cattolico pontederese e, a 14 anni, era già impegnato nel locale gruppo democratico cristiano.

Nel 1910 - quando Gronchi aveva 23 anni - si presentò alle elezioni amministrative, che si tennero nella primavera, a Pontedera: fu presentato da un gruppo di democratici cristiani che si definiva Comitato indipendente popolare. Ottenne solo 196 voti. Pochi. Alla guida della città fu confermata la maggioranza liberale monarchica.

Nel frattempo Giovanni Gronchi si era laureato, cominciò a insegnare e fu costretto a lasciare Pontedera. Ebbe una supplenza a Parma, poi a Massa, Bergamo e Monza. Fu costretto a lasciare ogni incarico politico che aveva in Toscana ma tenne sempre vivi i legami con la sua terra d’origine. Fu volontario nella prima guerra mondiale nonostante che i cattolici italiani fossero contrari al conflitto. Fu sottosegretario nel primo governo Mussolini dal quale si dissociò: si ritirò a vita privata per tutto il periodo fascista.

Fu deputato nella prima legislatura repubblicana, per

2 volte presidente della Camera e dal 1955 al 1962 presidente della Repubblica. Gronchi fu eletto coi voti dell’intero arco costituzionale: dal Pci al Movimento sociale.

A Pontedera fece una visita pochi giorni dopo la sua elezione. E in forma ufficiale

dopo il giuramento. Era il 9 giugno del 1955: andò a pranzo con gli amici delle famiglie Masi, Vivaldi e Cioppi.

È morto a Roma, all’età di 91 anni. In Duomo a Pontedera fu celebrato il rito funebre, mentre al cimitero della Misericordia c’è la sua tomba, dove ogni anno - in occasione della commemorazione dei defunti - si tiene una cerimonia e, dalla Presidenza della Repubblica arriva una corona.

Sposato con Carla Bissatini, ebbe due figli, Mario e Maria Cecilia. Quest’ultima è stata ospite nell’aprile dello scorso anno alla cerimonia di intitolazione a Giovanni Gronchi della nuova biblioteca comunale. (e.ch.)

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