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Pontedera

Assenteismo, sciopera un dipendente su tre

Assenteismo, sciopera un dipendente su tre

Piaggio, un’ora di astensione: la protesta indetta dalla Rsu Fiom Cgil per le lettere a 40 operai

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PONTEDERA. Sciopero di un’ora alla Piaggio con il 35% di adesione da parte dei lavoratori (circa un dipendente su tre), secondo una stima dell’azienda della Vespa. La protesta è stata indetta dalla Rsu Fiom Cgil contro le lettere che l'azienda ha inviato nelle settimane scorse a circa 40 dipendenti per segnalare loro le troppe assenze effettuate nel corso del 2014. In un primo momento gli operai avevano annunciato di voler uscire dalla fabbrica dal lato dell'ingresso merci per congiungersi con i loro colleghi di Ceva e Dna che operano all'interno del magazzino ricambi, dove, nei giorni scorsi, c’è stata agitazione (rientrata dopo un confronto con la dirigenza) per timori di riduzioni d’organico tra i dipendenti di Dna. Poi, però, problemi organizzativi e l'abbondante pioggia caduta in Valdera hanno portato la protesta di ieri mattina a rimanere all'interno dello stabilimento per un'astensione dal lavoro durata un'ora e che, secondo fonti sindacali, ha avuto un'alta adesione. La vicenda delle lettere ai dipendenti ha fatto molto discutere a Pontedera. Subito Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil si sono dichiarate preoccupate e hanno coinvolto i rispettivi legali delle segreterie nazionali per una prima valutazione sulle comunicazioni effettuate da Piaggio. "Irricevibile" è stato il termine più usato per criticare la mossa di Piaggio. La stessa azienda, attraverso la voce di alcuni suoi dirigenti, durante una recente riunione con i sindacati, avrebbe definito le lettere un "atto di cortesia" nei confronti dei lavoratori, scatenando ulteriormente le critiche da parte dei rappresentanti degli operai. "Lo scopo reale delle minacce dell’azienda è di intimidire non quaranta, ma noi tutti tremila lavoratori Piaggio - scrive la Rsu Fiom Piaggio su Il Manifestino - Un attacco che continua la politica di forza della Piaggio, favorita dalle complicità sindacali e delle istituzioni locali: azzeramento del premio di produzione, chiusura totale sulla nostra piattaforma aziendale, uso arbitrario e indiscriminato della Cig e della Solidarietà, progressivo smantellamento delle officine meccaniche. Ogni cedimento ne produce un altro, senza fine. Agli attacchi del padronato si deve rispondere con la lotta, nel momento e nei modi più favorevoli".

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